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Mertens: “Annata straordinaria! Voglio vincere, proprio come i tifosi”


Dries Mertens, alla vigilia dell’ultimo match di campionato, ha rilasciato un’interessante intervista a Il Corriere dello Sport. Tanti i temi toccati, tra i quali i suoi primi giorni in azzurro, l’ambientamento in città ed il Mondiale.

Ecco quanto affermato: “Ricordo con piacere i primi giorni a Dimaro. Ricordo in particolare un aneddoto: “Benitez aveva appena rilasciato un’intervista nella quale s’era sbilanciato su Callejon, prevedendo per lui da 15 a 20 gol. Il giorno dopo tocca a me e un suo collega mi fece una domanda: a lei, Dries? Dissi che sarei arrivato, mi sarebbe piaciuto, tra i 10 e i 15. Finita la conferenza stampa, quel giornalista mi venne vicino e in inglese mi disse: buona fortuna. Sentivo che ero ad una svolta. Avvertivo su di me il peso di quest’esperienza ma anche gli influssi positivi. Posso dire di avere avuto ragione”.

Sull’ultima gara: “Non è ancora finita: vogliamo arrivare ai 100 gol ed a quota 78 punti. Comunque vada, è stata un’annata meravigliosa! Abbiamo vinto la Coppa Italia dopo un percorso difficile, perché battere la Roma in semifinale e la Fiorentina in finale non era affatto facile. In campionato abbiamo raggiunto i preliminari di Champions, i quali non sono un dettaglio ma un traguardo. Inoltre, abbiamo sempre cercato di proporre un calcio divertente”.

Tanti gol fatti, ma anche subiti:Abbiamo improntato il nostro gioco all’attacco, per divertire la gente che dallo stadio è spesso uscita soddisfatta. Comunque, complimenti alla Juventus: siamo stati battuti da una squadra che ha viaggiato a ritmi da record”.

L’Italia e Napoli gli hanno dato tanto:Quando sono arrivato, i timori c’erano, soprattutto in Belgio: al Psv giocavo sempre, qui c’era il rischio di farlo di meno, e nell’ottica degli impegni con la Nazionale, la preoccupazione la coglievo. Ora invece mi accorgo che per la critica, per chi ha osservato la nostra stagione, per chi ha notato ciò che ho realizzato, mi viene riconosciuto un ruolo più autorevole: come se fossi diventato più importante, per aver maturato in un calcio così evoluto conoscenze nuove e per averlo fatto con autorevolezza. Devo tanto al Napoli e a Benitez per questi attestati di stima”.

Sul Belgio ed i Mondiali:Siamo giovani e forse anche forti, ma questo è giusto lo dica il campo e non io. Abbiamo voglia di stupire: siamo in un girone nel quale possiamo farcela. Ghoulam? Questa non gliela dico… L’unico suggerimento che mi sento di dare ai miei compagni ed a me è di tenere i piedi per terra. Però non ci mancano i mezzi per stupire: lo dicono in tanti, noi dobbiamo confermarlo”.

Il gol più bello: “Esteticamente quello alla Lazio, il siluro all’incrocio dei pali. Ma sono legato a quelli con la Fiorentina: il primo in assoluto con la maglia del Napoli è arrivato a Firenze, quello più pesante è della finale di Coppa Italia”.

Cosa è Napoli per Mertens: “Il luogo ideale nel quale poter giocare a calcio, una città meravigliosa. Ad ogni angolo si avverte la passione della gente per la propria squadra, è un mondo incantato in cui vincere. La pressione c’è, inutile negarlo, ma è importante essere maturi al punto giusto per riuscire a sopportarla; saper essere sempre molto concentrati; avere conoscenza dei propri limiti ma anche dei pregi. Siamo una squadra forte, che attraverso una serie di innesti lo diventerà ancora di più: abbiamo costruito tantissimo, eravamo in molti ad essere nuovi, a cominciare dall’allenatore; si è cambiato il sistema; siamo stati sfortunati in alcuni momenti-chiave, perché ci sono mancati per infortunio elementi di spicco. Gli episodi non ci hanno sempre favorito, però se fate il conto c’è da essere soddisfatti per quello che abbiamo colto ed ottimisti per quello che si potrà realizzare. Qui ci sono le condizioni per restare grandi tra le grandi. Non s’era mai visto in precedenza: fuori con dodici punti nel girone di Champions League. E tutto per un solo gol. Noi che ne abbiamo segnati novantanove… Non le sembra buffo?»

Giorno da cancellare: “Proprio quello contro l’Arsenal. Nessuna meritava di uscire, ripensi spesso a tutte le occasioni sprecate e fu una vera mazzata, ma dovevamo chiudere registro e guardare avanti”.

Cosa vede all’orizzonte? “Non mi piace sbilanciarmi, ma so che siamo sulla strada giusta e gran merito di tutto ciò è nelle capacità del club e in quelle di Benitez: esiste un progetto, esiste un Napoli che vuole migliorarsi sempre, che punta molto sul bel gioco per accattivarsi la simpatia di un pubblico straordinario. Pensiamo di aver creato le premesse affinché si possa poi un giorno vincere”.


A proposito, ha detto Mihajlovic che voi quattro rappresentavate l’attacco più forte del campionato: “Se lo dice lui, ch’è stato un grande calciatore ed ora sta dimostrando d’essere anche un ottimo allenatore, allora vuol dire ch’è vero”.

Piccoli segreti di Mertens: l’amico scoperto qua a Napoli? “Inler m’è stato molto d’aiuto nei primi mesi, quando non conoscevo una sola parola d’italiano. Sempre al mio fianco, a tradurmi. Ma in generale questo è un gruppo unito, in cui ci sono affetti veri. E’ un altro aspetto che spinge a credere in noi”.

A proposito, con Benitez quale lingua parlavate? “Inglese, ma lui ne conosce cinque e dunque gli è tutto facile. Ora ci sbilanciamo pure, entrambi, in italiano. In Belgio sono rimasti colpiti dal modo in cui giochiamo ed anche dal mio cambiamento; penso ci sia tanto del suo lavoro, in questa mia crescita. Secondo anno? Non ci sarà bisogno di ambientarsi. Visti i risultati, saremo in tanti a restare, avremo conoscenze dirette di ognuno di noi più spiccate. Io quando sono arrivato ho immediatamente intuito che avrebbe bisogno di un ragionevole periodo per calarmi in questa realtà del tutto nuovo: poi, superate le primissime settimane, le prime giornate di campionato, ho capito e mi sono impossessato della situazione”.

Ha capito anche cosa chiede Napoli? Ci mancherebbe! Vuole che non lo sappia? E secondo lei io cosa voglio”.

Fonte: Corriere dello Sport