shinystat spazio napoli calcio news KKN, Giovanni Esposito: "Voglio chiarezza e giustizia, mio figlio lotta per sopravvivere e nessuno si assume le proprie responsabilità"

KKN, Giovanni Esposito: “Voglio chiarezza e giustizia, mio figlio lotta per sopravvivere e nessuno si assume le proprie responsabilità”


Parole forti, sofferenti e decise quelle di Giovanni Esposito, papà di Ciro, il giovane tifoso napoletano vittima di una sparatoria nel pre partita della finale di Coppa Italia sabato scorso a Roma. Ancora non è stata fatta chiarezza di cosa sia realmente accaduto a Tor di Quinto, mente Ciro continua a combattere quotidianamente aggrappato ad una vita che hanno provato a strappargli ingiustamente. E’ proprio il signor Giovanni a parlare in diretta a Radio Kiss Kiss, chiedendo giustizia e chiarezza, per suo figlio e per tutti i ragazzi che amano e seguono il Napoli. Ecco quanto evidenziato da SpazioNapoli.

“Mio figlio combatte quotidianamente per sopravvivere e stare meglio, è ancora grave ma sembra stia migliorando. Tutto quello che chiedo è chiarezza e giustizia. E’ impensabile che dopo una settimana ancora non si conoscano tutti i colpevoli, che tutto ciò che lo Stato ha potuto fare è stato arrestare mio figlio, un ragazzo innocente, in coma e che è stato sparato. Per fortuna lo stato di fermo è stato revocato ma anche in questo caso non ci è stata data nessuna spiegazione. Se mi avessero detto che i due agenti fuori alla sua camera erano lì solo per sicurezza sarei stato più tranquillo e sereno invece è solo tutta una vergogna. Mi aspettavo una parola di conforto dallo stato, un’ammissione di responsabilità da parte del Questore di Roma invece fanno tutti orecchie da mercante. Fossi il Questore mi dimetterei, ha sbagliato tutto ed è colpa sua se Ciro è stato sparato. Il piano di sicurezza era inesistente, o meglio, forse funzionava solo per i vip ed i politici presenti all’Olimpico”.

“E’ ugualmente vergognoso che le forze dell’ordine che sabato avrebbero dovuto fare il loro lavoro, alla prima avvisaglia di caos sono scappate. Mio figlio è stato un eroe, cercando di sedare la guerriglia con i pullman, ricavandoci poi anche uno sparo. Se non sono capaci di fare i poliziotti, andassero a fare i gioiellieri. Voglio chiarezza, voglio giustizia, voglio che cambino le cose, non soltanto per mio figlio ma per tutti i ragazzi ed i bambini che seguono il Napoli. Cosa succederà la prossima partita? ci saranno altri sparati? E’ inammissibile. Sono situazioni che esulano dal calcio, si tratta di teppisti non di tifosi o ultras. spero arrivino delle risposte, la nostra famiglia le merita, Ciro le merita. Già stiamo soffrendo abbastanza”.