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La squadra peggiore del mondo e la vittoria impossibile


“Se una volta dovessimo vincere morirei felice”

Niky Salapu ha gli occhi gonfi, ne ha presi 31 dall’Australia. E’ il portiere delle Samoa Americane, la squadra peggiore del calcio. Il suo è uno dei momenti più difficili: mai nessun portiere ne aveva presi 31, in una sola partita. Trentuno. Dall’Australia, poi, mica dal Brasile.

Signore e signori, metteta da parte Genny a’ Carogna, almeno per stasera. Mettete da parte le immagini degli scontri, la “trattativa”, il circo mediatico che si è venuto a creare contro Napoli e contro i napoletani. Stasera vi raccontiamo la storia della squadra peggiore della storia, le Samoa Americane. Che ha ottneuto il record di sempre in una partita ufficiale della FIFA. E che per una vittoria ha fatto venire il finimondo.

Si’, perché i giocatori delle Samoa Americane se lo ricorderanno per sempre quell’11 aprile del 2011, quando la nazionale di calcio Australiana li battè per 31-0. Non si era mai vista una cosa del genere. “Se una volta dovessimo vincere, morirei felice” – esclamò il portiere e capitano Niky Salapu, che per 31 volte si era messo a raccogliere il pallone in fondo alla rete.

Proprio dopo quella partita, la squadra raggiunse l’ultimo posto delle classifiche ufficiali FIFA. Da allora, però, parecchie cose sono cambiate. A partire dall’allenatore, Thomas Rongen, venuto dall’Olanda per salvare la squadra: “Il livello della squadra era il peggiore che io avessi mai visto – racconta. Metà dei giocatori non reggeva i 90 minuti, la star di casa faceva il militare negli Stati Uniti, a 10mila chilometri di distanza e aveva fatto solo 2 gol in 17 anni”. Sulla fascia sinistra spiccava poi Jaiyha Saleua, primo terzino transgender della storia a giocare una competizione ufficiale.

Ma la risalita non si è fatta attendere. I giocatori hanno continuato ad allenarsi con scrupolo e dedizione, ma soprattutto con il sorriso. Sotto le direttive di Thomas Rongen, sono arrivati i primi schemi, le prime azioni corrette. Poi, il 23 novembre del 2011, è accuduto l’impensabile.

2-1 contro il Tonga. Ebbene sì, le Samoa Americane hanno collezionato la prima vittoria ufficiale della loro storia. Dicono che quel giorno il Joseph Blatter Stadium di Apia fosse colmo di gioia. Dicono che manco i giocatori riuscissero a crederci. Dicono che il portiere, lo stesso Niky Salapu, abbia fatto delle parate straordinarie.

A volte, anche una vittoria, può valere molto, molto di più.

Raffaele Nappi