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Coppa Italia e terzo posto, stagione positiva. Ma l’anno prossimo…


L’unico italiano del Napoli nella sfida alla Fiorentina, quello che ha applaudito l’Inno di Mameli cantato da Alessandra Amoroso mentre lo stadio fischiava e i suoi compagni stranieri ascoltavano attoniti, perché è difficile abituarsi a certe penose esibizioni che non hanno alcuna giustificazione. Insigne ha tirato fuori un colpo dei suoi, tiro a giro di destro. E poi ha raddoppiato con l’involontaria collaborazione di un difensore della Fiorentina sotto gli occhi di Prandelli, il commissario tecnico che potrebbe regalargli il biglietto aereo per i Mondiali in Brasile. È questo l’altro grande obiettivo del ragazzo di Frattamaggiore, che sta coltivando in silenzio il sogno.

Anche nella partita che ha chiuso la stagione (restano 270’ di campionato ma inutili ai fini del piazzamento in classifica) il Napoli ha confermato i suoi limiti. Ha segnato due reti e poi ha concesso spazi alla Fiorentina, com’è accaduto in decine di partite della prima annata di Benitez, e così i viola – privi dei bomber Rossi, entrato soltanto nella ripresa, e Gomez e del giocatore più in forma, Cuadrado – hanno accorciato. Certo, non era facile giocare in questo clima, con i trentamila tifosi azzurri in silenzio a lungo in segno di protesta, ma questi cali e questa difficoltà a chiudere i match sono una costante preoccupante. E nel finale la squadra ha sofferto troppo, anche perché lasciata in dieci da Inler, che s’è procurato la seconda ammonizione a dieci minuti dalla fine.
Gli azzurri sono stati graziati da Matri a sei minuti dalla fine e nel finale, con una prodezza delle sue, Mertens ha chiuso la partita: la freddezza del campione belga, un ottimo colpo di mercato. Si aspettava questa sfida tricolore per dare un senso della stagione del Napoli. De Laurentiis aveva parlato prima, non dopo, esprimendo un giudizio positivo sul lavoro degli azzurri e in particolare di Benitez, che ha conquistato un altro trofeo e ha confermato di vincere sempre al primo anno.

Il terzo posto e la Coppa Italia – la quinta in 52 anni di storia – consentono di esprimere un giudizio ampiamente positivo. Ci sono miglioramenti necessari da apportare all’organico per mettere la squadra in condizione di battersi per lo scudetto nella prossima stagione. Non a caso De Laurentiis ha dedicato questa vittoria alla città di Napoli e al tifoso gravemente ferito prima della partita: è un patto d’onore, per vincere ancora.

Fonte: Il Mattino