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Benitez guarda al futuro in vista di un contratto che lo leghi a lungo in azzurro

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Buon compleanno: e sulle candeline, arrivate da Liverpool, mentre intorno c’è la famiglia, la moglie e le figlie, un soffio per spazzar via anche le voci. L’Inghilterra è casa sua e gli affetti chiamano: però c’è ancora Napoli nel futuro e quell’eco che arriva da Londra, sponda Tottenham, rappresenterà pure un desiderio altrui, ma resta uno spiffero d’inizio aprile. Buon compleanno a Benitez: sono 54, oggi, si festeggiano con discrezione, restando aggrappati alla propria privacy, standosene un po’ con Montse, Claudia e Agatha, godendosi ciò che il calcio gli toglie, ma pensando che il lavoro nobilita l’uomo, se poi il Daily Mirror l’affianca agli «Spurs».

Il progetto. Ma Napoli è l’idea su cui ingegnarsi ancora, per andare oltre; è il progetto in via d’espansione, raccolto un anno fa, rimodellato a propria immagine e somiglianza, in attesa d’essere perfezionato in campo e fuori, sulle diagonali di passaggio difensive e però anche sulle strutture. « Siamo in crescita e sappiamo cosa vogliamo: abbiamo ben chiaro cosa serve ». E’ l’identità assoluta, da inseguire partendo dal basso, rifugiandosi nella propria filosofia, importandola in maniera massiccia, creando: perché il mercato è il tormento collettivo, nazionalpopolare, ma l’estasi è un Centro Sportivo che abbia connotati un po’ british – un altro paio di campi disponibili, magari anche un sintetico – e dunque sia avvicinabile al concetto di calcio & organizzazione che sa di Benitez.

Il contratto. Maggio 2013, quando comincia l’era di Rafa, viene allestita una base che abbia prospettive, un ponte sul futuro: accordo annuale con opzione societaria per la riconferma, da esercitare entro il 31 maggio, per concedere ad ognuno di riflettere liberamente, per poterlo fare anche dinanzi al giudizio del campionato e della Champions e/o dell’Europa League e infine della Coppa Italia, per scegliersi ancora, insomma. Un mese e mezzo all’alba, che comunque spunterà prima, presumibilmente dopo la finale dell’Olimpico con la Fiorentina, che niente toglie e nulla aggiunge, perché Benitez ha sedotto De Laurentiis e l’ha trascinato – con la propria cultura calcistica – in quella dimensione europea che nella visione manageriale è un must e che si riassume in una delle prime analisi del presidente: « Con lui ho fatto bingo… ».

Fumo di Londra. Però ci sono poi le variabili impazzite, c’è il fermento d’un mercato che si muove in Inghilterra, a Londra, ma mica soltanto lì; ci sono gli imprevisti del caso che nel calcio rappresentano la «normalità» e anche i ribaltoni: insomma, un mondo che si agita, che pare non appartenere alla letteratura napoletana, incentratata su un romanzone che è appena al primo capitolo e che viaggia spedito verso la pubblicazione (almeno) del secondo. Visto, corretto: si stampi.

FONTE Corriere dello Sport

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