shinystat spazio napoli calcio news Gli azzurri costretti al tour de force, ben dieci oltre le trenta presenze stagionali

Gli azzurri costretti al tour de force, ben dieci oltre le trenta presenze stagionali


Il partito degli stakanovisti del Napoli è più folto di quanto Benitez avesse immaginato in estate. Colpa degli infortuni, di un’infermeria mai del tutto vuota, di una serie di impegni sempre più pressanti. E gli acquisti di gennaio sono riusciti solo in parte ad offrire il necessario ricambio ed a tamponare le emergenze. Ecco perchè l’allenatore ha insistito sul concetto di «gestione» della rosa piuttosto che parlare di rotazione vera e propria. Non ha potuto procedere come avrebbe voluto. E così, a dieci partite dal termine della stagione (nove di campionato e la finale di Coppa Italia), ben dieci calciatori si ritrovano ad aver già superato la soglia delle trenta presenze stagionali. Mentre tre di loro sono andati anche oltre le quaranta (senza calcolare gli impegni nelle rispettive nazionali): Callejon, Insigne ed Higuain. Inevitabile accusare momenti di appannamento. Fisiologico avvertire affaticamenti non solo sul piano fisico ma anche su quello mentale. Tra l’altro, in molti casi le presenze corrispondono anche ai minuti giocati per cui il dispendio di energie risulta evidente.

OVER 40. I tre che guidano la classifica dei quasi sempre presenti appartengono tutti al reparto avanzato. Callejon, Insigne ed Higuain. I primi due, anche se con minutaggi diversi (decisamente di più quelli dello spagnolo), hanno saltato un solo impegno: Callejon, per squalifica, quello di Livorno; Insigne, invece, rimase in panchina a Bergamo. Entrambi però non hanno saltato un impegno europeo, tantomeno le gare di Coppa Italia. Quarantadue presenze per i due esterni offensivi mentre soltanto due in meno per Gonzalo Higuain. Risulta evidente che Benitez non ha mai ritenuto di dover rinunciare alle caratteristiche tecniche di tre calciatori che singolarmente presentano qualità non comuni ad altri: Callejon, per la sua duttilità tattica; Insigne, per la sua capacità di creare superiorità numerica; Higuain, per la sua bravura nel fare reparto e nel concretizzare in zona gol.
Anche Mertens è stato impiegato tanto, soprattutto per alternarsi con Insigne, ma ora con l’infortunio gli tocca stare ai box per qualche gara per cui verrà a mancare anche il cambio per il tamburino di Frattamaggiore. In compenso non ci saranno più impegni infrasettimanali per le coppe europee per cui rimane il tempo a Insigne per recuperare. Discorso diverso per Higuain. Per il Pipita non esiste una vera alternativa se non Duvan Zapata, ancora acerbo e con caratteristiche più fisiche che tecniche per cui all’allenatore non resta che procedere con il bilancino del farmacista con l’ex attaccante del Real. Avrebbero potuto compensare in fase realizzativa sia Pandev che Hamsik che pure hanno superato quota trenta presenze ma entrambi non hanno reso secondo le aspettative ed ecco spiegata la scarsa efficacia della rotazione.

SUPERMAN. Chi per minutaggio, invece, si trova più avanti di tutti è Raul Albiol. Lo spagnolo, che lo scorso anno nel Real veniva impiegato a sprazzi, ha superato ampiamente la soglia dei tremila minuti giocati. Come un superman, il centrale già alle dipendenze di Benitez ai tempi del Valencia. Albiol ha stupito tutti per continuità di rendimento e resistenza alla fatica. «Abbiamo provato a rimpiazzarlo in talune occasioni ma un altro Albiol non c’è», ha dichiarato il tecnico dopo la gara con la Fiorentina. Ecco che si profilano ulteriori straordinari per il centrale difensivo cresciuto nelle giovanili del Valencia per questo finale di stagione.

INLER. Risaltano, infine, le presenze di Gokhan Inler a centrocampo. Lui è quello che ha collezionato ben 38 presenze e tanti minuti in più rispetto ai colleghi di reparto (3.134′) per cui si può anche comprendere qualche gara non giocata al massimo. Ma ora per la volata finale non resta che recuperare le forze e tentare il tutto per tutto per l’aggancio al secondo posto nonchè conquistare la seconda Coppa Italia dell’era De Laurentiis.

FONTE Corriere dello Sport