shinystat spazio napoli calcio news Callejon incanta i tifosi, jolly azzurro tutto classe, sacrificio e qualità

Callejon incanta i tifosi, jolly azzurro tutto classe, sacrificio e qualità

Share on facebook
Share on whatsapp
Share on linkedin
Share on twitter

La versione 2014 di MacGyver, il protagonista del telefilm americano degli Anni 80 che con un filo di spago costruiva un ponte, è un andaluso di 27 anni con la faccia da attore che però di mestiere fa il calciatore-milleusi: trequartista, terzino, centravanti, ala e se occorre anche portiere. Prezioso? A dire poco: perché Jose Maria Callejon, oltre ad essere un atleta formidabile e un giocatore intelligente e forte per davvero, è anche uno che interpreta ogni ruolo con la medesima efficacia. Magari nella stessa partita, com’è accaduto con la Fiorentina: poker e via, tutti a casa. Straordinario a dire poco, il caballero in questione. Un patrimonio. Che anche a Catania dovrà brillare per il bene di tutti.

MERITOCRAZIA MONDIALE. E allora, l’antica saggezza popolare: di necessità, virtù. Si dice così, lo ha fatto Callejon non più tardi di domenica con i viola: comincia a destra del tris della trequarti; scala a fare il terzino dopo l’espulsione di Ghoulam; poi sostituisce Higuain da centravanti; e infine, dopo l’uscita di Mertens e l’ingresso di Pandev, si piazza a recitare da esterno sinistro. Di tutto e di più: tipo calcetto tra amici. Fatto sta che lui ha eseguito ed eseguirà ancora, se il Napoli e Rafa dovessero avere bisogno. Lui chiama, Calleti risponde. E’ così e non c’è nulla di strano: perché tutto quello che produce può soltanto andare a vantaggio della squadra e suo: nel senso che, avendo fatto in questa stagione il possibile e l’impossibile, se il ct Del Bosque continuerà a ignorarne la duttilità e l’incredibile utilità, almeno potrà dormire più che sereno. Anche durante il Mondiale: che, con tutto il rispetto nei confronti di una leva spagnola stellare, lui meriterebbe tutto.

LO STAKANOVISTA. Cose di Spagna, comunque. Al Napoli, e dunque a Benitez, interessa che Callejon continui a disputare la splendida stagione di cui è stato finora protagonista: assolutamente uno degli azzurri più incisivi e di maggiore rendimento. Una sorta di maratoneta, che corre per tre, attacca, difende, ispira e segna: in termini statistici, fino a domenica, in 42 partite giocate ha prodotto 15 gol (10 in campionato, 2 in Champions, 3 in Coppa Italia) e 4 assist. Assente soltanto una volta, per squalifica, in occasione della trasferta con il Sassuolo: poi, sempre sempre in campo; 37 volte dal primo minuto. Una macchina. Un atleta super, veloce di gambe e rapidissimo di pensiero, dotato di superba intelligenza tattica, ottima tecnica individuale e personalità tale da provare il tiro da ogni posizione. Di destro e sinistro. Non ci pensa su due volte, Callejon: bum-bam e via.

VERSO LA JUVE. La profezia di Rafa, «può segnare 20 reti», è lontana cinque passi. Cinque passi appena che, a partire da oggi con il Catania, l’andaluso proverà a compiere per ridurre la distanza. In attesa di domenica, sia chiaro: «Sono felice per il gol con la Roma, ma spero di realizzarne un altro ancora più decisivo e importante: con la Juve al San Paolo, magari, so quanto il popolo azzurro tenga a quella partita». Ha capito davvero tutto, Jose detto Calleti o anche Chulo (dal super amico Sergio Ramos: traduzione vietata ai minori). Sintesi: Catania davanti agli occhi e bianconeri nel binocolo. Due pensieri che si accavallano. Anzi, no: lui fa cento cose insieme. E’ MacCallejon.

Preferenze privacy