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Marek Hamsik alla ricerca di un gol per tornare ad essere decisivo


Un’altra chance, l’ennesima di una stagione molto complicata. Marek Hamsik ci riprova, contro la Fiorentina. Un gol per interrompere la maledizione e per ritrovare fiducia, il digiuno sempre più lungo, ormai quasi cinque mesi senza reti. Un’involuzione incredibile quella di Marek, complice ovviamente l’infortunio al piede che lo ha tenuto fuori due mesi. Al rientro non si è più ritrovato, nonostante la fiducia di Benitez che comunque lo ha messo sempre in campo anche in una fase non brillante. Un problema di testa, di gambe e tattico, in questi casi serve sbloccarsi con un gol, magari decisivo.

Lo slovacco, il centrocampista bravo ad inserirsi, sempre in doppia cifra negli anni napoletani con Mazzarri e a suo perfetto agio anche con Reja quest’anno con Rafa non si è mantenuto sugli stessi livelli. Il tecnico spagnolo lo ha difeso e lo aspetta con fiducia per questo finale di stagione. Dieci partite per dare un senso diverso a un anno negativo, il peggiore da quando è a Napoli. Sei reti, quattro nelle prime due partite contro Bologna e Chievo Verona, due doppiette che addirittura a inizio stagione lo lanciarono in testa alla classifica bomber. Poi la frenata, i primi momenti di difficoltà, l’infortunio e l’assenza di quasi due mesi, il ritorno che fin qui ha riservato per lui poche soddisfazioni e tante prove al di sotto del suo standard migliore. Serve la svolta, una grande prestazione e un gol in una partita fondamentale: la Fiorentina insegue in classifica e va tenuta a distanza. La parole di Benitez sono un chiaro segnale di fiducia ma è chiaro che Marek deve ora rispondere sul campo e da un punto di vista tattico la sua prestazione sarà fondamentale da un punto di vista tattico contro la Fiorentina.

Possesso palla, centrocampo folto, gestione della partita, queste le caratteristiche principali della squadra di Montella. Al Franchi, nel match di andata, giocò Pandev, stavolta l’avvicendamento ci sarà al contrario, in Europa League il macedone ha giocato titolare e lo slovacco è entrato negli ultimi venticinque minuti, quelli più difficili con l’uno-due micidiale del Porto. C’è in palio l’Europa, la Fiorentina prova l’ultimo assalto al terzo posto, il Napoli guarda al secondo. Un gol da Champions, questo cerca Hamsik che ha ancora dieci partite di tempo per raggiungere la doppia cifra e mettersi al passo con quello che è stato il rendimento degli anni napoletani. Marek deve accorciare e allungare la squadra, l’elemento che deve tenere sempre unito centrocampo e attacco, lo slovacco che gioca alle spalle di Higuain e davanti a Jorginho che torna in campo dopo il riposo forzato in Europa League. Un ruolo diverso rispetto al passato, una delle cause del suo rendimento non al top, ora Marek ha meno spazi per l’inserimento al tiro.

L’anno scorso segnò alla Fiorentina, di testa, anche se poi fu decisiva la deviazione di Borja Valero sul primo gol azzurro: il Napoli vinse 2-1, il primo match casalingo stagionale al San Paolo. Alla Fiorentina di reti con la maglia del Napoli ne ha segnate due, il primo nel 2008, un 2-1 in rimonta, sulla panchina azzurra c’era Reja, su quella viola Prandelli. Benitez ha provato a tenerlo su di morale, ci ha parlato spesso anche in questa settimana, fiducia al capitano, uno degli uomini simbolo del Napoli, quello che più di tutti è mancato in questa stagione. Sbloccarsi al più presto, liberare la testa dai brutti pensieri per tornare a disegnare le sue giocate tipiche e rimettersi al centro del Napoli. Un gol, magari pesante per sbloccarsi e tornare a volare.

FONTE Il Mattino