shinystat spazio napoli calcio news Al "San Paolo" in palio uno spicchio d'Europa, in campo tornano i titolarissimi

Al “San Paolo” in palio uno spicchio d’Europa, in campo tornano i titolarissimi


E’ una questione di testa, è una questione di gambe: è una questione di cuore, perché ora rimane quella, la «Champions» e la prima opzione è in un match point da sfruttare usando il cervello e però anche i polmoni e poi lanciandosi giudiziosamente oltre l’ostacolo. E’ una questione seria, insomma: perché Napoli-Fiorentina è «la partita», racchiude i contenuti sacri della stagione, induce a guardare con ottimismo al futuro, permette di giocarsela in casa contro la «nemica» (sinora) più meritevole nella corsa al terzo posto in classifica che vale un posto (sia pure non direttissimo) lassù, ed eventualmente offre le chanches per rimanere in scia alla Roma. E’ una questione di uomini, ovvio: e allora, accomodandosi sul guanciale, utilizzando la conoscenza della psicologia, confabulando tra sé e sé e con i dati alla mano, si sceglie.

RIECCOLI. Si riparte da loro, da Callejon e da Hamsik, le esclusioni eccellenti (e però plausibili) d’un giovedì maledetto: tra le linee servono energie, forse fresche e pure idee e dovendo giocare tre in otto giorni, ci sarà modo per riprendersi il meglio di Pandev, del Pandev «europeo», e magari pure di Insigne. Però le indicazioni, quelle che si avvertono andando a raschiare il fondo del cuscino, trascinano a Callejon (a destra) e ad Hamsik (alle spalle di Higuain), con Mertens di nuovo a destra, con Jorginho che si prende la regia e la condivide con un Inler che contro il Porto ha convinto.

OPZIONE MANCINA. Il resto è quasi annunciato, però con Benitez mai dire mai: ma dinnanzi a Reina, a destra ci può stare Henrique, che ha mostrato personalità ed anche una interpretazione assai rigorosa del ruolo di esterno destro; in mezzo possono restare sia Fernandez che Albiol, anche se conviene concedere qualche possibilità a Britos, ed a sinistra Réveillère è in lieve vantaggio su Ghoulam: tentazione forte, quella di fermare l’algerino, da nove partite sempre in campo e mai sostituito.

FONTE Corriere dello Sport