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Europa League da giocare sul serio, anche De Laurentiis in Portogallo


Tanto tuonò che piovve. La notizia del giorno è che il presidente Aurelio De Laurentiis si è imbarcato stamane insieme alla squadra sul charter per il Portogallo, allo scopo di seguire da vicino l’importante trasferta di Europa League per l’andata degli Ottavi di Finale. Si tratta di una sorpresa perché da sempre il Presidente del Napoli ha spiegato la sua antipatia per una competizione europea ritenuta minore sia per la visibilità che per gli introiti che genera, ma che qualcosa fosse cambiato si era inteso già nelle dichiarazioni di ieri a Radio Kiss Kiss, quando presentando la gara aveva parlato di impegno importante e auspicava uno stadio gremito per la gara di ritorno della prossima settimana.

Siamo certi che un peso in questo cambio di opinione l’abbia avuto il passaggio del turno contro lo Swansea, infatti mai il Napoli di De Laurentiis aveva superato in Europa League lo scoglio dei Sedicesimi, eliminato dal Villarreal nel 2010/11 e dal Viktoria Plzen nel 2012/13, sconfitte che avevano generato più di un malumore per la maniera in cui tali sfide erano state affrontate dalla squadra. Tuttavia, giunti agli Ottavi di Finale si comincia a intravedere il rettilineo finale della competizione, con il seguente innalzamento del livello degli avversari, del fascino e del blasone delle sfide, e indubbiamente la vittoria sulla Roma che ha portato a 10 le lunghezze di vantaggio sul quarto posto consente di affrontare gli impegni europei con maggior tranquillità e con rinnovato entusiasmo.

Un altro ruolo importante l’ha avuto senz’altro anche Rafa Benitez, già vincitore due volte del trofeo prima con il Valencia nel 2003/04 e poi con il Chelsea nella passata stagione, ebbene l’allenatore spagnolo punta a vincere di nuovo la coppa per poter eguagliare Giovanni Trapattoni con tre successi nella competizione (nessuno come lui) e fare addirittura meglio conquistando tre volte il trofeo con tre squadre diverse. Così come il presidente ha più volte rimarcato il desiderio di internazionalizzare la dimensione del Napoli, sia fuori che dentro il rettangolo verde, Rafa Benitez ha sottolineato in ogni occasione come preferisca di gran lunga avere il problema dei molti impegni infrasettimanali piuttosto che al contrario aver da giocare una sola competizione, sicuramente l’attenzione che il tecnico spagnolo dedica a ogni competizione avrà fatto comprendere anche al presidente come sia importante non sminuire l’Europa League e anzi giocare per provare a vincerla bissando magari il successo del 1989 (del quale ricorre quest’anno il venticinquesimo anniversario).

Andrea Iovene
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