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Come disfare un “letto a tre piazze”


Di entrate in scivolata se ne vedono tante in campo, ma quando si assiste ad una di un procuratore di calcio non ci sono cartellini rossi che tengano per evidenziare la scelleratezza di dichiarazioni talmente fuori luogo da fare arrossire il più sfacciato personaggio che si possa conoscere. Da qualche anno vige una sorta di staffetta tra gli svizzeri azzurri Dzemaili, Inler e Behrami, un qualcosa che resta nei canoni della sana competizione sportiva. Sia ben chiaro, mai tra i tre calciatori si era visto, sentito o ipotizzato che qualche fattore all’interno del gruppo possa essersi in qualche modo incrinato o alterato in modo tale da mettere a repentaglio l’integrità di un rapporto che è basato dapprima su di una sana e profonda amicizia che ha radici grazie all’unità d’intenti verso la propria nazione d’appartenenza, la Svizzera, nonché il club partenopeo per il quale tutti e tre i protagonisti rossocrociati s’impegnano, sudano, soffrono e scalpitano pur di apportare il proprio contributo in ogni prestazione.

Tutto ciò mette ancora più in evidenza il madornale errore del procuratore di Inler, Dino Lamberti, scivolato clamorosamente sulla classica buccia di banana messa apposta per diffondere un malumore che, in queste settimane decisive per la squadra, somigliano davvero ad un pericoloso boomerang in grado di colpire la testa di qualcuno e procurargli un bernoccolo buono soltanto a destabilizzare e nulla più. Eppure parliamo di un uomo di calcio, che dovrebbe dapprima fare gli interessi del proprio cliente, ed invece quello più martoriato sembra essere stato lo stesso Gokhan, messo in cattiva luce da una dichiarazione evitabile se si fosse riflettuto un attimo in più a ciò che si stava affermando.

Che Jorginho sia stato un toccasana per il gioco del Napoli, conferendo alla manovra azzurra più fluidità, ma anche disciplina tattica in grado di liberare Inler dal fardello della copertura del centrocampo azzurro ai limiti del maniacale questo spetta dirlo all’opinione pubblica con licenza di criticare, spetta invece pensarlo a mister Benitez, che sicuramente sarà un po’ più furbo di Lamberti e si guarderà bene da confidare una dichiarazione di questo tipo, che può anche nascondere delle verità ma che ha descritto in sé un pericoloso detonatore emotivo in grado di spaccare anche l’equilibrio più solido che ci possa essere in giro. Se si pensa che tale equilibrio il Napoli non ce l’ha ancora, e lavora da tempo per ottenerlo, possiamo convenire che la bomba lanciata dal procuratore di Gokhan è di quelle a cui bisogna porre rimedio sin da subito, cercando di innescarla, smontandola pezzo per pezzo, pian piano fino a renderla inerme e priva di potenziale in grado di fare male.

La certezza che ci balena nella testa è che oggigiorno ci sono troppe voci da ascoltare, e, di conseguenza anche alcune bocche da tappare prima che si possano sentire da titolati personaggi frasi o pensieri che sarebbe meglio dire davanti ad una birra con qualche amico intimo, magari al bar del paese in compagnia di integerrimi colleghi di lavoro, o magari ai propri amici che non si sognerebbero di spiattellare ai quattro venti che questo o quel giocatore sarebbero quasi “la rovina” del proprio assistito. “Zitto e mosca”, pertanto, e che si badi bene che la prossima sia una frase analizzata qualche secondo in più prima di essere detta come fosse la più scontata delle dichiarazioni di routine.

Come non improntare la rubrica “io non ci sto” di questa settimana sulla gaffe del sig.Lamberti, procuratore di Inler, che si è concesso il lusso di benedire l’acquisto di Jorginho perché, a suo dire, il proprio assistito si esprime meglio che con Dzemaili e Behrami, giocatori votati ad un gioco meno disciplinato e più incline alla partita tutto cuore e grinta, che metterebbe a repentaglio la copertura centrale del campo e, di conseguenza esporrebbe Inler ad accollarsi compiti che lo distraggono e finiscono per metterlo in cattiva luce. Parole gonfie di equivoco, prestate alla stampa per cucire con il pungente e affilato ago dell’incomprensione e un filo doppio di polemica una pericolosa tela color grigio fumo, che offusca e sparge chiodi sulla strada già disastrata degli uomini di Benitez, che hanno già il loro bel da farsi nel perseguire con parsimonia e diligenza gli obiettivi stagionali, figuriamoci se avevano bisogno anche del “colpo basso” di un procuratore caduto nella trappola più ingenua che ci possa essere per un addetto ai lavori, sbilanciarsi nel giudicare altri calciatori, peggio ancora se appartenenti alla stessa squadra. Consentitecelo, un errore evitabile…