shinystat spazio napoli calcio news Doblas: "Voglio convincere Benitez a riconfermarmi. Napoli? E' una benedizione di Dio. Ringrazio Reina e Callejon"

Doblas: “Voglio convincere Benitez a riconfermarmi. Napoli? E’ una benedizione di Dio. Ringrazio Reina e Callejon”


Toni Doblas, nuovo portiere azzurro, ha rilasciato alcune dichiarazioni al quotidiano “El Pais”. Ecco quanto tradotto ed evidenziato da SpazioNapoli.it: “Quando mi ha chiamato Rafa Benitez non volevo crederci. Mi ero allenato ma credo che questa sia stata una benedizione di Dio dopo tante delusioni.

Trasferimento in Azerbaigian? Mi hanno ingannato. Mi parlarono di un sacco di soldi e alla fine ho scoperto che per passare al Napoli ho dovuto lasciare 250mila euro. E’ stata una tappa difficile ma porto con me l’esperienza di aver vissuto in un paese musulmano.

Napoli? Ho 33 anni e mi sento benissimo. Dopo il rifiuto del Betis la telefonata arrivata da Xavi Valero mi ha cambiato la vita. Mi ha chiesto come stavo e come mai ero disoccupato, non ho capito che aveva bisogno di un portiere. Ha detto che c’erano vari nomi in lista e che toccava a Rafa scegliere. Quando il mister mi ha chiamato, stentavo a crederci. Sono passati quattro giorni prima dell’ufficialità. In quei giorni non ho nè dormito nè mangiato. Ma ora eccomi qui, a Napoli, per fare ciò che Benitez mi chiede.

Accoglienza del gruppo? Sono stato accolto molto bene da Reina e Callejon, andalusi come me. Pepe mi ha dato subito il suo numero di telefono, così da contattarlo in caso di difficoltà. E’ un ragazzo molto semplice, così come Callejon.

Forza della squadra? Oltre a Callejon ed Higuain ci sono tanti campioni. C’è Hamsik, che conoscevo per la sua cresta, Pandev ma anche Insigne. 

Napoli? E’ un piccolo pezzo di Andalusia. Le persone sono fanatiche, forse anche troppo. Maradona qui viene considerato come un dio. Callejon mi ha detto che qui non puoi bere una birra che poi ti circondano.

Futuro? Voglio convincere Benitez in questi quattro mesi così da poter rinnovare il contratto. Rafa è molto semplice, onesto, diretto, ma soprattutto malato di calcio”.