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Higuain-Tevez, duello tra fuoriclasse a suon di gol


«Hi-gu-ain», è l’urlo del San Paolo. Più che un coro, una via di mezzo tra una liturgia e una cantilena, che si alza sul cielo di Fuorigrotta dopo ogni gol. Contro il logorio delle difese moderne, tutte muscoli e barricate, quando l’area si intasa, la palla non passa, i difensori respingono, i portieri parano, gli arbitri non fischiano, il gol non arriva e i tifosi disperano, c’è un solo metodo possibile. Il solito. Affidarsi al caro vecchio centravanti, sperando che non abbia la luna di traverso e che ti risolva la partita come solo lui sa fare, anche perché è lì per quello. Dipendente o non dipendente da Higuain? Benitez dice di no. Di certo l’argentino in serie A ha già segnato 13 gol. Un bottino niente male per chi, come l’argentino, ha messo piede per la prima volta in Italia solo a luglio. E che adesso sogna il Mondiale: «Sì, voglio diventare campione con l’Argentina», ha spiegato dalla Romania dove è impegnato con la Seleccion.

L’impatto sui punti del Napoli è notevole: i suoi gol hanno fruttato 14 punti (sui 52 totali). Niente male. Ovvio, messo a confronto con la media stratosferiche di Cavani (ma segnava solo lui) sembra poca roba. Perché di questi tempi, proprio alla giornata numero 26, il Matador di gol ne aveva fatti 18 che aveva procurato la bellezza di 19 punti. Certo Edi era il terminale offensivo del gioco di Mazzarri, mentre Gonzalo è solo una delle 4 stelle nel firmamento di Rafa. Anche se la più luminosa Gonzalo è comunque sulla buona strada. Certo. Tant’è che la sua è una produzione d’oro: 14 punti, per l’appunto. Il peso gol-punti lo colloca al terzo posto. L’impatto maggiore lo dà Carlitos Tevez: l’Apache è in cima alla classifica dei bomber più decisivi della serie A. Ha segnato 15 gol che hanno fruttato 17,5 punti sui 68 totali che ha la Juventus. Un ira di Dio. Ma lo è anche lo sfortunato Pepito Rossi: 14 gol per 14,20 punti. Una bella media, considerando che la Fiorentina di punti ne ha complessivamente 45 punti.

Il peso specifico più alto lo ha, però, un altro juventino: Llorente. L’ex Athletic Bilbao di gol ne ha fatti 11 con una resa di 13,50 punti. Ovvero ogni suo gol ha prodotto 1,23 punti. I «numeri 9» adesso hanno altri numeri sulle spalle ma segnano come una volta, per fortuna. Tra i re del campionato, ca va sans dire, c’è Luca Toni: 13 gol che producono 13,25 punti. In pratica il Verona è tutto nelle sue mani. Nel Napoli non c’è solo il centravanti da urlo, il francese argentino. Appartengono alla categoria dei sornioni-sonnacchiosi ma dal morso letale, quelli che in campo puoi non vederli e non sentirli mai, poi basta un centesimo di secondo, o un centimetro di distrazione e il gol ti arriva addosso come un locomotore lanciato nella notte José Callejon e Dries Mertens: lo spagnolo ha segnato 9 gol che ha fruttato 9,5 punti mentre il belga di reti ne ha fatte 6 per 7,25 punti. E pazienza se un centravanti simile non è buono per il re (la Spagna di Del Bosque) ma soltanto per la regina (il Napoli): a Benitez va benissimo così. E che dire della giovinezza di Insigne, sempre decisivo anche se ha segnato davvero poco. Tra gli italiani, in questa classifica c’è Alberto Gilardino, che come sempre gli capita quando arrivano le castagne si fa trovare pronto, prontissimo: nel Genoa ha fatto 11 gol che hanno aiutato a conquistare 12 punti (su 32 complessivi del Genoa).

FONTE Il Mattino