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ESCLUSIVA SN – Gonçalo Marques, il portoghese pazzo per il Napoli si racconta…


Quando il Napoli rappresenta davvero una questione di cuore, una passione che non conosce confini, una smania irrefrenabile, capace addirittura di donarti la forza necessaria per imparare una lingua da te fino a quel momento sconosciuta, unicamente per appagare il desiderio di seguire le notizie della squadra per la quale tifi. E’ questa la trama del racconto di Gonçalo Marques, un ragazzo di Leiria, un paese portoghese con poco meno di 130000 abitanti.

“Purtroppo sono portoghese, mi sono trasferito a Porto da quasi due anni per continuare gli studi”. Purtroppo, perchè Gonçalo avrebbe tanto voluto essere napoletano, soprattutto per vedere la sua squadra da vicino, in quello stadio che per lui rapprensenta un sogno; “Non sono mai stato nè a Napoli nè al San Paolo, sarebbe un sogno poter vedere una partita lì”.

Una passione, quella per il Napoli, nata improvvisamente; era il 10 giugno 2007 e gli azzurri conquistavano la promozione in serie A insieme ai fratelli genoani.

“Quel pomeriggio non vidi la partita, non conoscevo ancora il Napoli; ricordo però che la sera una tv portoghese celebrò l’impresa degli azzurri, mostrando le immagini dallo stadio Ferraris della festa promozione e raccontando la storia del club conosciuto soprattutto per le gesta di Diego Armando Maradona. Fu amore a prima vista, da quel momento ho avvertito un forte legame verso quella squadra e quella città, un legame indissolubile, che dura tutt’ora, nonostante gli oltre 2000 km di distanza, nonostante non abbia mai visto la nostra squadra e la nostra città dal vivo. Dopo ho rivisto tutta la partita e i festeggiamenti: è stata una cosa meravigliosa”.

Il Napoli come rivalsa sociale, era questo il motto di Walter Mazzarri, una squadra che potesse dare il via ad un miglioramento dell’intera città, diffondendo la cultura napoletana nel mondo anche grazie al calcio. In questo caso, sembra davvero che l’obbiettivo sia stato raggiunto: “Se parlo italiano è merito del Napoli, volevo sempre essere aggiornato sugli azzurri e l’unico modo era imparare la vostra lingua, solo così potevo leggere quotidianamente le notizie sui vari siti”.

Tra due settimane ci sarà Napoli-Porto, quale migliore occasione per vedere la città e il Napoli nel suo stadio: “Sicuramente sarò al Do Dragao il 13 marzo per l’andata degli ottavi di finale, il ritorno non credo di poter venire, sarebbe un sogno, però, assistere a quella partita”.

Conosci il Porto, chi potrebbe dare più fastidio alla formazione di Benitez?

“I giocatori più pericolosi sono certamente Martinez e Quaresma, anche se non bisogna sottovalutare Mangala, un difensore che, come dimostrano anche le due reti segnate contro Eintracht Francoforte, è fortissimo nel gioco aereo”.

I tifosi del Porto sono molto caldi, che clima troveranno gli azzurri in Portogallo?

“E’ vero, i tifosi del Porto sono molto caldi, ma in questo periodo c’è un clima di contestazione, la squadra in campionato non sta andando benissimo e lo scorso week-end ha perso in casa dopo 5 anni e mezzo d’imbattibilità; tuttavia credo che l’accesso agli ottavi d’Europa League rappresenti un punto di svolta, per la gara d’andata il Porto potrà sicuramente contare sui suoi tifosi; anche perchè qui sono tutti molti preoccupati dalla forza del Napoli, è considerata una squadra fortissima con un attacco devastante”.

 Come guardi le partite del Napoli e cosa dicono i tuoi amici quando parli della tua fede calcistica?

“Dicono che sono malato (ride ndr), qui in Portogallo il campionato italiano è seguito pochissimo, si preferisce guardare la Liga e la Premier. Le partite le guardo, purtroppo, in streaming”.

C’è qualche giocatore del Porto che porteresti al Napoli?

“Non ho dubbi, porterei sicuramente Mangala. E’ un centrale fortissimo fisicamente con ottimi piedi, inoltre è ancora molto giovane e può crescere tantissimo”.

Qual è il tuo giocatore preferito e qual è stata la partita che ti ha emozionato di più?

“Il mio mito è sicuramente Maradona, ma del Napoli attuale preferisco Marek Hamsik. La partita più bella è stata, secondo me, quella col Borussia, anche se ricordo sempre la vittoria a Torino contro la Juventus e la vittoria, sempre contro i bianconeri, in coppa Italia dopo i calci di rigore; anche per me la partita più sentita è quella con la Juve”.

Gennaro Giugliano

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