shinystat spazio napoli calcio news Pepe Reina stringe i denti e suona la carica per una stagione ricca di impegni

Pepe Reina stringe i denti e suona la carica per una stagione ricca di impegni


Tra i più amareggiati dell’infortunio capitato a Rafael era stato proprio lui: Pepe Reina, il padrino del portiere brasiliano, colui che gli aveva fatto volentieri spazio sapendo di lasciare il testimone in ottime mani. Dispiaciuto e preoccupato, l’estremo difensore spagnolo. Ma anche il primo a fargli coraggio, ieri: «Forza Rafa, sono cose che succedono, vedrai che ti rimetterai presto e tornerai più forte di prima». Reina, 32 anni, oltre seicento presenze tra campionati e coppe, un Mondiale (2010), due Europei (2008 e 2012), una Supercoppa Uefa (2005) è diventato un’icona in quello spogliatoio. Un esempio di professionalità ed attaccamento. Ma anche di simpatia. «Non c’è problema, stringo i denti e vado io tra i pali» , ha sussurrato ai compagni prima dell’allenamento. Con Benitez è bastato uno sguardo per intendersi. Il loro è un rapporto che dura da una vita. Fu Rafa a portarlo nella Premier League ed in particolare al Liverpool dopo averne apprezzato il rendimento nei tre campionati con il Villarreal (109 presenze). Ed è stato Benitez a chiamarlo a Napoli. «Pepe, ho bisogno di te per compattare uno spogliatoio nuovo. Vieni anche solo per un anno, poi vediamo. Abbiamo preso un giovane brasiliano davvero in gamba. L’aiuterai ad inserirsi e gli spiegherai», disse il tecnico in estate allorché decise di fare a meno di De Sanctis. E Reina non esitò un attimo ad accettare l’invito dell’allenatore-amico.

Così come non ha esitato un attimo stavolta a dare la sua disponibilità a tornare a tempo pieno tra i pali, nonostante qualche problemino persistente alla schiena. C’è bisogno di lui. Tra i pali è scattata un’emergenza imprevista. E Reina giammai si sarebbe tirato indietro. Lui c’è sempre. C’è sempre stato, anche dopo la sfida di Cagliari quando iniziarono i primi problemi fisici. Un personaggio unico, Josè Manuel. Sente le partite come pochi. Partecipa emotivamente, esulta. «E’ stata una delle notti più felici della mia carriera» , disse dopo la vittoria sulla Roma che sancì l’accesso alla finale di Coppa Italia. «Per un portiere è difficile esultare insieme ai compagni dopo un gol ed allora lo faccio da solo. Che senso ha giocare a calcio e non vivere le emozioni? Meglio restarsene a casa. Questo Napoli sta regalando tante soddisfazioni quest’anno ed è merito di uno spogliatoio davvero eccellente» , ha sottolineato giorni fa.

LEADER. L’apporto di Reina alla crescita della creatura di Benitez non si limita agli interventi tra i pali. Anche a quello che riesce a trasmettere ai compagni con la sua personalità e la sua esperienza internazionale. Un giocatore fondamentale per la partenza sprint della squadra. Titolare nelle prime quattordici giornate. Cinque partite su sei in Champions League (saltata solo la sfida con l’Arsenal). Poi, un paio di malesseri, neanche così insopportabili ma grande era anche la volontà di dare un po’ di spazio a Rafael. Così Reina si era fatto da parte, saltando sette gare di campionato, una di Champions mentre in Europa League è dovuto subentrare giocoforza. Ma d’ora in poi non potrà più fermarsi se non davanti ad un acciacco serio. Il Napoli confida su di lui, ora. E Josè farà di tutto per non mancare, c’è da giurarci.

FUTURO. E’ legato ancora da contratto con il Liverpool. Ma ha già fatto sapere di voler fare un’esperienza altrove. Restare a Napoli? Per ora resta un’ipotesi ed anche piuttosto remota. Ci sono vari club che vanno per la maggiore che gli fanno il filo. Dopo i Mondiali si vedrà. E Pepe Reina in Brasile vorrebbe recitare da protagonista e non essere soltanto il vice di Casillas.

FONTE Corriere dello Sport