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Pandev scalda i motori, contro il Genoa non vuole mancare


La domenica del villaggio azzurro. Slitta tutto, come da calendario. Partita e attese. E le speranze, ovvio. Le altre giocano, il Napoli si allena. Rifinitura a Castel Volturno. Fatica, schemi e pettorine. La domenica è comunque il giorno della formazione. Pure se stavolta è solo della probabile… Dodici partite già in qurantacinque giorni e altre tre in poco più di sei. Il turn over è un’esigenza. Domani sera il Genoa, giovedì lo Swansea, domenica a Livorno. Tirare il fiato è una necessità, far girare la rosa una conseguenza. Tutti i parametri sono sotto mano. Si valuta ogni dato. Statistiche, trend e informazioni raccolte. Si contano i minuti giocati e anche quelli risparmiati. Ogni indice diventa un indicatore. E quindi, potenzialmente, un indizio. Dubbi, ballottaggi, scelte da anticipare. Tutto sembra possibile.

E’ così che va con Benitez. Proprio a Genova, all’andata, fermò per scelta sia Higuain che Hamsik. Giocò Duvan Zapata. E soprattutto, Goran Pandev: determinante. Due reti, tanto sacrificio e un po’ di quei colpi di quand’è in giornata. Storie che tornano. E chissà se poi si ripetono. Pandev c’è. Si candida e forse si scalda. Non parte titolare da quattro partite tra coppa e campionato. Potrebbe tornare il suo momento. Benitez ci pensa.
Hamsik l’ha giocata tutta a Swansea, Higuain quasi. E da Bergamo sono sempre entrambi titolari. La riflessione è obbligata, la decisione tutta ancora da prendere. E non è, non può essere, solo tecnica. La gestione è totale: atletica, mentale, di equilibri e prospettive. Vale tutto, valgono tutti. Ieri foto ufficiale a Castel Volturno. C’era anche Rafael in posa: dolorante, triste però presente. Resta lui il numero 1 di maglia. Quello di campo è invece, ora, solo Pepe Reina. Tutti in posa, squadra al completo. Anche Zuniga accovacciato per i flash: l’ultima in campionato l’ha giocata proprio a Marassi, all’andata. Sarebbe servito, eccome, di questi tempi. Maggio ne ha giocate tante di fila. Revéillère è un’opzione. Forse già col Genoa, sennò la prossima. Cambia Benitez. Per forza.

Albiol ha smaltito la febbre. Gioca e fa coppia con Fernandez. Ghoulam a sinistra. Difesa fatta. Tre partite senza prendere reti, sei già in tutto il 2014. L’ultimo gol subito, l’ha segnato il milanista Taarabt. Equilibri, numeri e, qualche volta, nomi nuovi. Jorginho in mediana: l’uomo del campionato. Fuori dalla lista dell’Europa League, ma dentro il progetto tattico di Benitez. Lui è la qualità. Verticalizzazioni, idee e gestione del pallone. Con personalità. Inler ne ha già giovato giocando di fianco, Behrami potrebbe presto. E’ ballottaggio tra i due, alla pari o quasi. Le certezze sono altrove. Callejon c’è. E stavolta è Mertens una scarpetta avanti a Insigne. Poi Hamsik. E Higuain. Certo, certissimo, probabilmente: Pandev aspetta la sua notte, da trequartista o centravanti. O ancora panchina. L’allenamento di stamattina dirà. Oggi le prove, lunedì lo spettacolo più bello dopo il week end: Napoli-Genoa.

FONTE Corriere dello Sport