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Swansea ai raggi X – Tutto quello che dovete sapere sull’avversario di questa sera


Ci siamo: il Napoli è pronto per intraprendere l’avventura in Europa League. Messo da parte per un momento il campionato e la spasmodica rincorsa alla Roma, i ragazzi di Rafa Benitez sono ora concentrati sull’impegno internazionale a cui non hanno fatto mistero di tenere tanto. Il destino ha scelto che il cammino azzurro cominciasse dal Galles: l’avversario che il Napoli si ritroverà di fronte nei sedicesimi di finale sarà lo Swansea, compagine che milita nella Premier League inglese.

STORIA – Un club dalle forti radici storiche, in grado di centralizzare su di sé tutte le attenzione o quasi di un paese a forti tinte rugbistiche. La sua storia comincia nel 1912: dopo un avvio altalenante nella seconda lega del paese, il club fallisce alle soglie della prima guerra mondiale. Risorgerà negli anni 20 ripartendo dalla Third Division. Dopo decenni passati sulle linea di galleggiamento nelle serie inferiori del calcio britannico, gli Swans (i cigni, così sono denominati i calciatori dello Swansea) ottengono finalmente la promozione in Premier League grazie al 4-2 sul Reading nella finale dei playoff del 2011. Ma è solo lo scorso anno che il club toccherà la vetta più alta della sua storia calcistica: il 24 febbraio i gallesi vincono la loro prima Coppa di Lega  con un 5-0 in finale contro il Bradford che iscrive la squadra nell’olimpo del calcio inglese celebrato dalla cornice di Wembley. Grazie a questo successo lo Swansea si qualifica per l’Europa League 2014.

IDENTITA’ SPAGNOLA – L’artefice di questo successo è Michael Laudrup. Il tecnico danese con un passato imponente da calciatore nel Barça, nel Real e nella Juventus viene ingaggiato nel 2012, raccogliendo l’eredità di Roberto Martinez, il quale aveva impresso un’identità di gioco ben precisa, alla spagnola: calcio veloce, fraseggio e tocchi di prima per un impostazione calcistica avulsa dai classici schemi britannici. Laudrup fa tesoro delle sue esperienze nella Liga da calciatore prima e da allenatore poi e continua sulla falsa riga del tecnico precedente, predicando un calcio che sia principalmente bello da vedere. Raduna a sé una cerchia di calciatori spagnoli, richiamando in Galles Chico Flores, Pablo Hernandez e Michu. Il risultato è proprio il trionfo in Coppa di Lega, unico trofeo nella bacheca del club. L’ottima stagione convince il club a confermare la fiducia al tecnico che continua con la sua ‘colonizzazione spagnola’: dal mercato arrivano Canas e Pozuelo dal Betis, l’attaccante Vazquez dal Getafe e lo stantuffo difensivo Jordi Amat dall’Espanyol.

L’APICE E LA CADUTA – L’apice di questo successo, però, coinciderà con l’inizio della caduta in basso: nonostante i nuovi acquisti provenienti dalla Spagna, i risultati e le prestazioni faticano ad arrivare nella stagione corrente, così lo Swansea prende una drastica quanto inusuale decisione: l’esonero di Laudrup avvenuto agli inizi di febbraio 2014. “E’ la prima volta che accade in 10 anni, ma serviva un forte segnale.” Questo il messaggio che lasciano trapelare i massimi dirigenti gallesi. Laudrup paga gli insoddisfacenti risultati della squadra che nelle ultime dieci partite sotto la sua guida ne ha vinte solamente una, avvicinandosi pericolosamente alla zona retrocessione.

IL NUOVO CORSO –  La scelta del successore di Laudrup ricade su Garry Monk, gallese e profondo conoscitore dell’ambiente degli Swans, essendone stato in campo il capitano per circa 10 anni. Ritenuto vero leader e bandiera sia dai tifosi che dai calciatori stessi, riesce a trasmettere quell’entusiasmo che sembrava smarrito. Monk esordisce col botto: la sua prima da allenatore coincide con la storica vittoria ottenuta nel Derby del Galles per 3-0 contro gli acerrimi nemici del Cardiff City lo scorso 8 febbraio. Il nuovo tecnico è ancora imbattuto dal suo arrivo al club in campionato, stabilendo così la squadra intorno ad tranquillo 10° posto in in classifica, dopo aver rischiato per settimane di finire nella bagarre per non retrocedere. Ma proprio domenica scorsa ha subito la prima dura sconfitta: i suoi si sono arresi 3-1 sul campo dell’Everton in FA Cup e quindi lo Swansea è uscito dalla coppa d’Inghilterra. Quest’ultima sconfitta, però, apre interessanti spunti di riflessione che riguardano anche il Napoli: contro la seconda squadra di Liverpool, il tecnico gallese ha optato per un massiccio turn over, ben 8 rincalzi rispetto alla formazione tipo. In più, il gioco della squadra è apparso in controtendenza rispetto al solito: lo Swansea si è mostrato attendista e votato alla difesa, quasi una resa incondizionata delle armi contro un Everton che in casa annovera un ruolino formidabile. Il pensiero dei gallesi era già rivolto alla gara in casa contro il Napoli? Probabilmente sì.

IN VISTA DEL NAPOLI – Per l’Europa League Monk potrà contare sull’apporto di pedine importanti che nell’ultimo periodo non sono scese in campo per motivi fisici ed hanno condizionato non poco l’andamento della squadra. In primis Dyer, ala di 26 anni, uno dei calciatori più rappresentativi del club. Ed è probabile anche il recupero, anche se non dal primo minuto, del centravanti Michu, forte attaccante  in grado di spostare gli equilibri in avanti. Non sarà della contesa, invece, Jonjo Shelvey, la vera stella della squadra gallese: classe 1992, è capace di giocare in quasi tutte le posizioni del centrocampo.

FORMAZIONE – Il modulo di riferimento della squadra gallese è il 4-2-3-1, speculare allo schieramento tipo di mister Rafa Benitez. I pali sono difesi da Michel Vorm, portiere olandese dal 2011 in maglia Swans. Torna da poco da un infortunio che l’ha tenuto lontano dai campi per un mese e mezzo a cavallo tra il 2013 e 2014. Al suo posto ha trovato spazio il tedesco Tremmel, il quale non è stato in grado di garantire la medesima affidabilità del collega olandese. Il leader indiscusso della difesa è Ashley Williams, capitano dello Swansea a della nazionale gallese: una vera istituzione dalle parti del Liberty Stadium. Difensore fisico e roccioso, fa dell’esplosività la sua arma vincente, tende però a soffrire quando viene puntato in velocità. Il posto al suo fianco è occupato da Chico Flores, vecchia conoscenza del calcio italiano (15 presenze con la maglia del Genoa nel 2011). Le corsie laterali sono presiedute da Angel Rangel a destra e Ben Davies a sinistra. Il primo è una delle colonne portanti della squadra: spagnolo ma in Galles dal 2007, conta 222 presenze con la maglia bianca dello Swansea. Ha trovato nuova linfa con l’approdo di Monk in panchina, dopo esser stato messo in discussione da Laudrup nell’ultimo periodo. Il secondo, Davies, è una delle promesse del calcio gallese: classe 1993 brevilineo e tecnico, si sta ritagliando spazi importanti, richiamando l’attenzione di club quali Arsenal, Liverpool e Manchester City. La coppia di centrocampo sarà formata con tutta probabilità da De Guzman (che può giocare le sue chance anche sulla trequarti) e Canas (per caratteristiche simile a Valon Behrami), con Britton pronto a insediarsi per una maglia da titolare. La schiera dei trequartisti si apre con il sopracitato Dyer, elemento cardine per la squadra gallese da poco tornato a pieno regime dopo aver smaltito un infortunio. Sulla fascia destra agirà Wayne Routledge: inglese, classe 1985, ala dalle spiccate doti tecniche e propensa all’attacco, con un passato importante al Crystal Palace, Newcastle e Fulham. Dai suoi piedi passano la maggior parte delle azioni offensive degli Swans. La posizione di trequartista centrale è di competenza di Pablo Hernandez, un altro dei tantissimi spagnoli di questa squadra e fedelissimo di Laudrup (con lui al Getafe nel 2007-2008). Approdato in Galles nel 2012 dal Valencia dopo 110 presenze e 16 reti.  Il terminale offensivo porta il nome di Wilfred Bony. L’ivoriano è dotato di straordinarie doti atletiche e potrebbe seriamente mettere in difficoltà la retroguardia azzurra. Comprato in estate dal Vitesse per 14 milioni di euro e già autore di 17 reti in stagione.

LA CASA DELLO SWANSEA – I gallesi giocano le partite casalinghe al Liberty Stadium, un vero gioiello della tecnica: moderno, efficiente e all’avanguardia. Inaugurato nel 2005, ha una capacità di 20.000 posti, tutti a sedere, che lo rendono il terzo stadio del Galles dopo il Millennium Stadium e il Cardiff Stadium. I lavori iniziarono nel 2003 e furono portati a termine in brevissimo tempo, con un esborso di circa 40 milioni di euro, lavori che hanno regalato allo Swansea una casa davvero affascinante.

Antonio Allard

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