shinystat spazio napoli calcio news L'uomo squadra con la ragnatela di Superman: l'importanza di essere Pepe Reina

L’uomo squadra con la ragnatela di Superman: l’importanza di essere Pepe Reina


Il silenzio dopo l’esultanza. E’ quello che ha vissuto il San Paolo dopo solo due minuti nel match con la Roma. Pochi istanti, attimi passati strozzando l’urlo in gola dopo la ghiotta occasione sprecata da Destro. Reina salva il Napoli ma resta a terra, ginocchio dolorante e Rafael sul punto di entrare in campo. Il taglio c’è, profondo quanto l’importanza della parata appena effettuata. Pepe però non molla, si rialza e decide di continuare. La storia della semifinale di ritorno di Tim Cup è ormai cosa risaputa, ma un buon 30% della vittoria con la Roma è merito anche dello spagnolo col cuore mezzo napoletano. Proprio quel colpo però, gli è costato la sfida con il Sassuolo e lo tormenta anche in virtù dell’Europa League, trofeo che Pepe vorrebbe alzare superando però le mille difficoltà che questa competizione ti costringe ad affrontare.

LEADER INDISCUSSO – L’ex Liverpool non ha mai disdegnato l’idea di poter avere in pugno lo spogliatoio azzurro. Lo ha conquistato con il silenzio ma soprattutto a suon di prestazioni. Padrone assoluto dell’area partenopea, ancora di salvataggio nei momenti bui, ma anche duro quando c’è da strigliare, Pepe si è calato alla perfezione nella nuova realtà azzurra. Ha conquistato i tifosi per la sua eleganza nei lanci lunghi, per i suoi interventi decisivi ma anche per quel pizzico di follia che lo spinge a rischiare uscite pericolose e a diventare un tifoso in campo ad ogni gol di Higuain e compagni. Guida in quel prato verde, ma anche maestro del giovane Rafael. In realtà, il ruolo richiesto da Bigon e Benitez era anche questo, permettere all’ex Santos di crescere alle spalle del navigato portiere spagnolo, acquisendo i segreti e l’esperienza necessaria per difendere la porta azzurra. Mai una critica o un richiamo, solo parole di conforto e d’incitamento sia dalla panchina che da bordocampo, quando quel maledetto risentimento non ne voleva proprio sapere di andare via.

UNO SGUARDO AL FUTURO – Maggio si avvicina e capire quale sarà il futuro di Reina diventa sempre più un’esigenza improrogabile in casa Napoli. A fine prestito, lo spagnolo si siederà con la dirigenza del Liverpool per ragionare e capire quale possa essere la soluzione capace di accontentare tutti. Il giocatore non ha futuro con la maglia dei Reds. La società inglese punta forte su Mignolet, estremo difensore belga che Benitez aveva segnalato a Bigon dopo i tentennamenti estivi di Julio Cesar. Reina è conscio che in estate lui e il Liverpool si diranno addio e allora studia ed aspetta l’offerta migliore. Il Barca rappresenta il sogno, il meritato ritorno a casa dopo una trafila lunga e piena di soddisfazioni in maglia blaugrana. A bloccare il tutto è la voglia del Tata Martino e della dirigenza catalana di portare al Camp Nou Ter Stegen, portiere del Borussia Mönchengladbach dal futuro assicurato. Ecco perchè Bigon non spegne i radar e fiuta l’affare, nonostante il prossimo arrivo di Andujar. Strappare per quattro/cinque milioni di euro il portiere entrato già nei cuori dei tifosi e nel pieno della sua maturità sarebbe un colpo davvero niente male.

Sabato Romeo

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