shinystat spazio napoli calcio news Benitez regala equilibrio e spettacolo, Seedorf solo confusione

Benitez regala equilibrio e spettacolo, Seedorf solo confusione


Veniva da 2 punti nelle ultime 3 partite il Napoli, dalle polemiche post Bergamo e dal ko di coppa a Roma, per quanto ingentilito da due gol a favore. Ma anche ieri Benitez è rimasto fedele a se stesso, al suo calcio europeo, ancora a rischio difesa (altro neo della serata, i tre prossimi squalificati Jorginho, Callejon e Inler). Ma se il resto della squadra gioca come contro il Milan, per lunghi tratti, l’Europa che vale non potrà sfuggire a una squadra ormai nelle mani di Jorginho. L’ex Verona è stato il dominatore del match, insieme a un Higuain sempre più sorprendente. Con Inler che sta trovando una nuova posizione e un nuovo ruolo dopo l’arrivo dell’italo-brasiliano, Benitez si è assicurato un triangolo centrale-offensivo di grandissimo valore, impreziosito da un Hamsik in crescita e da un Insigne intelligente a cercare spazi di gioco anche in mezzo al campo, senza contare il valore di Mertens, anche in questa occasione tatticamente fondamentale.

CAOS CALMO. Tutt’altro discorso per il Milan. Seedorf è partito con una squadra eufemisticamente bizzarra: Abate esterno alto a destra, davanti a De Sciglio (senza che i due né spingessero, né contrastassero), Emanuelson ancora basso a sinistra, dietro a Taarabt, all’esordio da titolare, come Essien, in coppia con De Jong. Più Robinho trequartista! E Mexes capitano. Serve a poco fare il cerchio magico in mezzo al campo prima del match, in un Milan che in questo momento dovrebbe ritrovare equilibrio. Fuori Montolivo, dentro due mediani senza capacità di dare tempi e qualità, davanti alla difesa, un rifinitore fuori ruolo, come mezza squadra. Seedorf è intervenuto tra primo e secondo tempo, rimettendo le pedine al proprio posto sensato. Ma paradossalmente è naufragato quando la squadra aveva più senso teorico e tattico. A lui e al Milan poi non servono le lacrime di Balotelli, autore di una prova disarmante, ma di certo non il più colpevole.

FONTE Corriere dello Sport