shinystat spazio napoli calcio news Grinta, copertura e carattere, ecco cosa manca ultimamente agli azzurri

Grinta, copertura e carattere, ecco cosa manca ultimamente agli azzurri

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L’ultima sorprendente decisione di Benitez riguarda la lista per le partite in Europa League: fuori Jorginho, il migliore acquisto di gennaio. Perplessità sulla scelta; più forti quelle sul rendimento del Napoli nelle ultime settimane. La squadra si è qualificata per la semifinale di Coppa Italia grazie a un colpo di tacco (anzi, di genio) di Higuain contro la Lazio, ma in campionato ha clamorosamente rallentato: due punti contro Bologna, Chievo e Atalanta, che non rappresentano il top in serie A. Cosa succede? Perché la squadra si è improvvisamente fermata? C’è un evidente passo indietro sotto l’aspetto fisico che condiziona le prestazioni del Napoli, poco brillante e incisivo proprio nel momento cruciale della stagione: gli azzurri si giocano tanto tra campionato, Coppa Italia ed Europa League in queste settimane. È ora che deve vedersi la grande esperienza di Rafa, la sua mano vincente: è la carta in più da tirare fuori quando la situazione si fa difficile.

La flessione fisica della squadra dovrebbe poi suggerire una maggiore copertura in alcune partite. Il modulo 4-2-3-1 è stato al centro di discussioni già in autunno, quando si è visto che due soli mediani – soprattutto Inler, insufficiente – non riuscivano a reggere a centrocampo. Ha pesato la prolungata indisponibilità di Hamsik, che può offrire anche un contributo difensivo, visto che ha giocato nel modulo “a tre” con la Slovacchia e il Napoli di Mazzarri. Callejon si sacrifica, arretra spesso per offrire supporto a Maggio sul lato destro, ma anche lui, in questo momento, non è in un buon momento di condizione. Può capitare, ha offerto un rendimento straordinario nella prima parte della stagione e Benitez ha avuto il merito di indicarlo a De Laurentiis e di insistere affinché questo talentuoso giocatore ex Real arrivasse a Napoli. Rafa è fermo sulle sue convinzioni, il modulo non si cambia: il 4-2-3-1 è un marchio di fabbrica, ma attenzione, perché gli squilibri tattici sono venuti prima degli errori individuali, come quelli clamorosi avvenuti contro l’Atalanta domenica scorsa.

FONTE Il Mattino

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