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Stadio “San Paolo”, nuovo summit tra De Laurentiis e De Magistris


Nuovo faccia a faccia tra il sindaco Luigi de Magistris e il patron del Napoli Aurelio De Laurentiis. Il contenzioso economico fra club e Comune, la nuova convenzione fra le parti – quella attuale scade a giugno – e infine, ma molto più sfumato come ragionamento il revamping della struttura, gli argomenti al centro del vertice. Insomma, niente di risolutivo ma con la certezza che anche su questa materia incombe la problematica del dissesto e non è un peso leggero. Procediamo con ordine, l’ufficialità del summit è affidata a uno scarno comunicato rilanciato dalle agenzie di stampa: «L’incontro si è svolto negli uffici del sindaco a Palazzo San Giacomo ed è durato circa 45 minuti». E ancora: «Secondo quanto trapela la discussione si è svolta su binari positivi. La riunione era destinata ad analizzare i prossimi passi da compiere in vista della scadenza della convenzione tra il Comune e il club azzurro, fissata per il prossimo 30 giugno» una formula di rito per non dire nulla o quasi. Tuttavia la convenzione effettivamente è il vero rompicapo. Ci si lavorava da mesi senza trovare la soluzione, in compenso nella partita del dare e dell’avere fra le parti l’accordo era stato trovato sui 4 milioni. In bilancio questa è la cifra scritta da Palazzo San Giacomo. Non risultano, tuttavia, versamenti da parte del club al Municipio napoletano. Un buon segnale, comunque, in vista della questione convenzione. Invece, a frenare gli entusiasmi per una trattativa che dura da quasi tre anni, è arrivata la doccia fredda dalla Corte dei conti. La magistratura contabile in questa vicenda era centrale prima dello stop al piano di rientro finanziario di Palazzo San Giacomo, lo è ancora di più oggi. Diverse le inchieste sulla materia, quasi tutte riguardano le vecchie gestioni. Il punto è la redditività dello stadio San Paolo che secondo i magistrati contabili non sempre è stato al passo con la funzionalità della struttura stessa. Ora quello che serve al Napoli calcio è la convenzione perché deve comunicare agli organi competenti della Figc dove gli azzurri giocheranno la prossima stagione agonistica. E il club deve dare indicazione soprattutto alla Uefa per la partecipazione alle manifestazioni internazionali. Senza una nuova convenzione che comprenda anche la prossima stagione il Napoli è – in linea teorica – senza casa sportiva. Higuain e compagni potrebbero non avere uno stadio dove esibirsi. Fare una convenzione a lungo termine, per la problematica del dissesto è difficile se non impossibile.

L’ipotesi più probabile potrebbe essere quella di una proroga della convenzione in essere senza assumere altri impegni, se non quello dell’utilizzo dello stadio da parte degli azzurri. Una proroga per un anno o fino a quando non sarà chiarita la questione dissesto. Va da sé che questa soluzione congelerebbe, e per molto tempo ancora, ogni progetto che riguarda il restauro e il rilancio della struttura di Fuorigrotta. Così come paradossalmente la questione della Corte dei conti potrebbe accelerare un accordo che da tre anni non si riesce a trovare. Proprio perché la magistratura contabile esige chiarezza nel bilancio dello stadio occorre chiudere prestissimo la partita. A maggior ragione se si considera che il club ha la necessità di dare indicazioni a Figc e Uefa entro marzo sulla location delle sue esibizioni. Paradosso per paradosso l’anno scorso il Napoli aveva lo stadio e non l’agibilità. Si ricorderanno i carotaggi e le minacce del club di giocare lontano da Napoli. Oggi c’è l’agibilità per lo stadio e non l’autorizzazione per sfruttarlo.

FONTE Il Mattino