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La svogliatezza di chi non vuole primeggiare


No, così non va. Due punti persi a Bologna, due punti persi con il Chievo. Ed ora? Altri tre punti persi in casa dell’Atalanta. Squadre rispettabilissime, squadre però che lottano per non retrocedere. In mezzo al campo la differenza di qualità predicata da Colantuono non si è assolutamente vista, l’Atalanta ha fatto il Napoli e gli azzurri hanno subito inermi, senza la forza mentale e fisica per reagire.

La mentalità vincente è praticamente scomparsa, ha abbandonato gli uomini di Benitez a metà percorso lasciandoli pericolosamente sprovvisti della giusta cattiveria per restare attaccati a Juventus e Roma. Due punti sui 9 a disposizione in questo inizio di girone di ritorno sono un bottino magro, magrissimo per chi ha accarezzato il sogno scudetto in estate e la qualificazione diretta in Champions fino a poche ore fa. Arrivare in quel di Bergamo, mordere le caviglie agli avversari, lottare su ogni pallone e buttare la palla in rete senza se e senza ma: questo avrebbe dovuto fare il Napoli, questo non ha fatto in tutti i 98 minuti di gioco, recupero compreso.

Adesso, con 6 punti di distacco ma una partita in più sul groppone, recuperare il divario dalla Roma sarà ancor più difficile, ma non impossibile. Bisogna trovare quella voglia di sbranare l’avversario tipica della Juventus e del club giallorosso, squadre desiderose di vincere sempre e comunque, a prescindere da chi si ritrovano dinanzi in mezzo al campo.

Una voglia che il Napoli, in teoria, non avrebbe dovuto perdere…

Antonio De Filippo