shinystat spazio napoli calcio news Tanta corsa, cross e Maradona come mito: scopriamo Ghoulam

Tanta corsa, cross e Maradona come mito: scopriamo Ghoulam


Nazionalità francese e ormai passaporto napoletano. ma l’anima di Faouzi Ghoulam è verde non solo come i colori della sua nazionale adottiva, l’Algeria, ma soprattutto come quelli del St Etienne che l’ha formato e lanciato nel calcio professionistico. Destino inevitabile per il nuovo acquisto partenopeo, nato e cresciuto in un quartiere incollato al Calderone, lo stadio dei Verts a volte bollente come il San Paolo, e con il mito, guarda caso, di Diego Maradona. 

Ha già due figli Terzino sinistro moderno, tanta corsa e anche qualità nei cross, Ghoulam proprio domani fa 23 anni. Ma è già papà di due bambini e alle spalle ha un vita dedicata al calcio, guardando le cassette del Pibe de Oro, idolo di una famiglia di otto fratelli e due sorelle. La passione per il pallone il francese l’ha coltivata nelle giovanili del Saint Etienne, che l’ha fatto debuttare in Ligue 1 già nel 2010. E il ragazzo di origini modeste, ma che a 16 anni valutava se mollare le incertezze del calcio per la sicurezza degli studi, ha saputo sfruttare l’occasione per emergere e ritagliarsi un ruolo da titolare fin dall’annata successiva. Merito anche dell’allenatore Christophe Galtier che ha costruito il nuovo Saint Etienne valorizzando i giovani, ma di qualità. Pochi mesi fa, il tecnico ne faceva un ritratto netto: «Ghoulam è un terzino sinistro impressionante nella corsa. E’ forte nei cross, dettaglio apprezzabile per il suo ruolo, e di testa in fase difensiva». Al termine della scorsa stagioneil franco-algerino ha cominciato a integrare nel suo manuale anche gli assist, tre nelle ultime sei giornate. Record già battuto quest’anno con quattro servizi decisivi, bollini personali su tre vittorie e un pari. Lo scorso settembre è anche arrivato il primo gol, su rigore, inutile però contro il Marsiglia.

Da raffinare tatticamente – Ghoulam, che ha preferito scegliere la maglia dell’Algeria dove però deve ancora imporsi in vista del Mondiale, per stile, velocità e tecnica corrisponde al meglio all’idea di gioco offensivo sviluppato da Benitez. Gli manca forse ancora una certa vigorosità muscolare, che non gli impedisce però la generosità in campo, tra affondi e coperture. Va raffinato sull’uno contro uno in difesa, per Galtier, e anche tatticamente, ma il ragazzo, che l’estate scorsa fu ad un passo dal Torino, ha la mentalità giusta per colmare gli ultimi vuoti.

Fonte: Gazzetta dello Sport