shinystat spazio napoli calcio news "La ragazza della curva B" è chiusa per lutto.

“La ragazza della curva B” è chiusa per lutto.


Annunciamo a tutti i lettori, abituali e non, affezionati e non, desiderosi di leggere e non, che la rubrica “La ragazza della curva B” è chiusa per lutto.

Pertanto, il consueto resoconto delle peripezie di alcuni tifosi e delle emozioni di uno spicchio di curva, in occasione della partita Napoli-Chievo, non sarà pubblicato né ora né mai per gravi impossibilità della stessa ragazza della curva B, oggetto della rubrica. Le motivazioni saranno di seguito riportate nel dettaglio. Organo per organo. Attraverso dei messaggi che hanno voluto lasciare ai lettori di Spazio Napoli.

“Ciao a tutti, sono il povero fegato di Deborah. Prima delle 18 di sabato 25 gennaio ero perfettamente funzionante, scalfito soltanto da qualche rossa doppio malto che Deborah sorseggia amabilmente con un po’ di amici, ogni tanto. Lo fa sempre dopo ogni partita. Questa volta ha optato per una bionda doppia malto. Era ancora scossa per il risultato e, sapendo di avermi perso intorno al ventesimo del primo tempo, se non prima, ha pensato di non appesantirmi troppo.  Pentendosene subito dopo. Ma sto divagando. In realtà, avevo subito già qualche piccola crepa settimana scorsa a Bologna, su quel secondo goal dello zombie Bianchi. Ho resistito, lasciando che si ammalasse per me il cuore. Lui ha già anni e anni di sopportazione e regge meglio di  me. In tutti i casi, ho cominciato a sudare appena ho capito che il centrocampo sarebbe stato di nuovo Inler-Smaili. Ho cercato di farmi da parte, quando ho capito che la squadra avversaria sarebbe stato il Chievo Verona, squadra ostica, ma poi mi sono ricordato che Mazzarri non c’è più e non ci sarebbe stato da preoccuparsi. Ma quando si è subìto il goal, ho capito che non sarebbe stata una buona giornata per me. Mi sono contrito, ho cambiato colore, sono diventato viola e me ne sono definitivamente andato sul pallone mandato in fallo laterale dal Pepita a 3 millimetri da una porta vuota. Ho sentito dire da qualcuno che era complicata. A quel punto ho capito che non c’era più posto per me e ho abbandonato gli spalti. Mi riprenderò piano piano. Non pensate a me. Io mi rigenero facilmente. Adesso mi guardo tutti i goal di Maradona e mi riprendo.”

“Salve a tutti, siamo gli occhi di Deborah. Quelli coperti dagli occhiali durante le partite. Noi facciamo sempre del nostro meglio, ma senza quel paio di gradi in più non riusciremmo a dedicare alla nostra ragazza della curva B, delle perle infinite come il goal di Callejon in coppa Italia contro l’Atalanta. Ma stavolta, abbiamo amplificato solo cose brutte e ce ne dispiace. Ecco perché abbiamo deciso di chiuderli definitivamente ed evitare di farle rivivere dei traumi insormontabili. Anche sul goal del Napoli, abbiamo capito molto poco. Abbiamo solo visto la palla dentro, ma siamo rimasti fissi sul campo nonostante qualcuno intorno a noi volesse festeggiare. ‘Cacchio festeggi?’, abbiamo sentito il nostro collega cervello pensare. E gli abbiamo dato ragione. Per il resto abbiamo sicuramente visto Yeyeyè arrancare, senza mai scendere al di là del centrocampo; abbiamo visto Mertens diventare Insigne e Insigne restare Insigne; ma abbiamo visto anche qualche palo preso da Mertens quand’è stato Mertens; abbiamo visto un Higuain spento, ci pare di avergli visto una lavatrice sulla schiena, anche se, nonostante tutto, qualcosa di buono c’è stato. Poco e inutile. Abbiamo anche visto un gran goal del Chievo, ma abbiamo anche visto gli azzurri che gliel’hanno fatto fare, come al solito. Abbiamo visto Hamsik, e poi non l’abbiamo visto più. Sicuramente vediamo la Roma sempre più lontana e la Fiorentina sempre più vicina. E chiuderci le palpebre non cambia le cose.”

“Io invece sono l’orecchio sinistro di Deborah. Ricordo pochi cori e pochi festeggiamenti sul goal. Deborah è rimasta immobile senza dire una sola parola. Ho visto i miei colleghi occhi diventare rossi di rabbia sul goal del Chievo e il fegato, mi pare, se ne sia andato poco dopo. Ma, da lassù, ho capito poco. Ricordo, però, qualche fischio a fine partita ai quali Deborah si è ribellata. Lei è fatta così, a difesa di una passione e desiderosa di non finire ancora peggio quella serata. D’istinto, avrebbe preferito non sentire quei fischi, ma io ho dovuto fare il mio dovere. Ed è stato allora che io ho abbandonato il campo: quando ho dovuto raccogliere lo sfogo di un compagno che, invece, era d’accordo con i fischi e lo era meno con il disappunto di Deborah. Lei è rimasta ancora una volta immobile, occhi fissi su quel campo della disperazione. Io, invece, non ne ho sopportato il volume e sono andato via.”

“Buona giornata a tutti! Sono il cervello in fumo di Deborah. Io ho un ruolo difficilissimo. Ci ho provato fino alla fine, ma posso solo dire che, tra Bologna e Chievo, non ci ho capito niente. Tranne il fatto che abbiamo fatto due punti, quando ne avremmo dovuti fare sei. Scusate, ora torno a cercare l’algoritmo per cui ogni colpo di testa di Inler va a finire in direzione opposta e contraria a quello che logicamente ci si aspetta, considerata forza, traiettoria e altezza.”

“Amici miei, sono il triste cuore di Deborah. Cosa dovrei dirvi, se non che nutro un’immensa delusione per gli ultimi due risultati conseguiti? Potrei dirvi che il cervello mi ha consigliato di lasciar stare e farmi da parte, non guidare io ogni gesto, come quello di tornare sugli spalti mercoledì sera contro la Lazio. Potrei dirvi che il fegato mi ha supplicato di non continuare ad amare quella maglia azzurra che lo fa diventare ogni volta amaro e viola. Potrei dirvi tante cose, ma la verità è che i detti hanno sempre un fondo di verità e, allora, posso solo dirvi che al cuor non si comanda. Come scrisse Troisi e cantò Pino Daniele: ‘Primma e da’  o tiemp’ all’uocchie pe’ s’annammura’, già s’era fatt’annanz’o core. A me, a me! ‘O ssaje comme fa’ o core quann’s’è annammurato…’ E io sono fatto così. Mi faccio trascinare dalle emozioni, divento triste, deluso, ma sono pur sempre innamorato. Per un po’ mi ritiro, ed è questo il momento, ma tornerò sempre più appassionato nel giro di un paio di giorni. A presto, molto presto e grazie a tutti per la comprensione”.

Sempre Forza Napoli.