shinystat spazio napoli calcio news Bologna-Napoli, ennesima vergogna. Oltraggiato l'omaggio a Lucio Dalla con cori e striscioni razzisti

Bologna-Napoli, ennesima vergogna. Oltraggiato l’omaggio a Lucio Dalla con cori e striscioni razzisti


Il calcio italiano mette in cantiere un’altra brutta pagina pregna di razzismo ed ignoranza. Quest’oggi, nel corso della partita Bologna – Napoli, i supporters di casa si sono distinti con cori e striscioni beceri contro Napoli e i napoletani. La curva felsinea adesso è a rischio chiusura, ma la vergogna negli stadi italiani sembra non conoscere fine.

Vesuvio lavali col fuoco” questo il coro, ormai tristemente famoso, partito dalla curva del Bologna fin dal pre-partita e proseguito incessantemente per tutta la durata del match e oltre. Ma non solo, il vulcano partenopeo è stato chiamano nuovamente in causa da uno striscione: “Sarà un piacere quando il Vesuvio farà il suo dovere”. Frasi e comportamento assolutamente da censura, l’ennesima dimostrazione di ignoranza e cattivo gusto che ormai accompagna la stragrande maggioranza delle trasferte azzurre.

Filo diretto da Verona a Bologna – Lo scempio, però, non si è fermato agli ambienti fomentati delle curve: così come avvenuto esattamente una settimana fa a Verona, insulti e minacce sono pervenute agli addetti ai lavori provenienti dalla Campania anche in tribuna stampa. Clima insostenibile, condannato anche dal neo tecnico rossoblù Davide Ballardini che a fine partita ha dichiarato: “Questi cori non vanno bene. I bambini che vengono alla partita non devono sentire queste cose”.

Insulto alla memoria di Lucio Dalla – “Sono un napoletano nato a Bologna” così amava dire il compianto Lucio Dalla, appassionato di musica e cultura napoletana. Nonostante la partita sia stata preceduta dalla note della celebre “Caruso”, per stemperare gli animi dei tifosi, creare un clima di festa adatto ad una manifestazione sportiva e ricordare un immenso artista della canzone italiana legato indissolubilmente a Napoli e al sud, la curva rossoblù ha prima fischiato a poi invocato i soliti cori e slogan anti-napoletani. Il clima è stato dunque rovinato dalla solita vergogna che ormai da tempo accoglie abitualmente i tifosi azzurri in trasferta in molte città del Nord.

Antonio Allard