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Rafael: “Reina? Lo rispetto, ma mi sento titolare. Ho solo un rimpianto…”


Stesso cognome, stessa nazionalità, stessa ambizione di essere protagonisti in A. Magari, domani pomeriggio più di ogni altro momento, quando si ritroveranno di fronte in Verona-Napoli. Certo, sarà anche la loro sfida, il confronto tra due portieri che proveranno ad esaltarsi in questo inedito incontro ravvicinato. La grande rivalità esistente tra le due tifoserie, in parte potrebbe riguardare anche i due brasiliani che hanno un breve passato in comune. Il Rafael napoletano è cresciuto nelle giovanili del Santos ed a vent’anni ha esordito in prima squadra nel 2010, vincendo il campionato paulista e la coppa del Brasile. L’anno successivo ha vinto nuovamente il Paulista e la coppa Libertadores. Insomma, ad appena ventitré anni, Rafael Cabral Barbosa può contare su un curriculum di prestigioso. Nella scorsa estate è stato ingaggiato dal Napoli come secondo di Pepe Reina. Ma l’infortunio dello spagnolo gli ha aperto le porte alla prima squadra: sono quattro le presenze.
Soddisfatto?
«Abbastanza, anche se in Brasile giocavo sempre, ero io il titolare. Qui, sono stato fermo tre mesi e se adesso gioco è soltanto perché Reina è infortunato. Saprò aspettare».
Reina potrebbe andare al Barcellona l’anno prossimo: se così fosse, si sentirebbe pronto per raccoglierne l’eredità?
«Per la verità, io mi sento pronto anche adesso, con tutto il rispetto per Reina. Anch’io ho vinto qualcosa e credo di avere la maturità per un posto di titolare».
Conosce il Rafael del Verona?
«No, però so che ha giocato anche lui nel Santos, io sono arrivato quando lui è andato via per venire in Italia. So bene, in ogni modo, che è un ottimo portiere”.
Chi soffrirà di più?
«Dovremo essere attenti entrambi, perché Napoli e Verona hanno due attacchi importanti. Toni ha una forza impressionante, in area mette timore. La partita sarà difficile, lo sappiamo, loro hanno battuto Lazio e Udinese, ma anche noi abbiamo bisogno di vincere per accorciare ancora di più su Juve e Roma. E poi, se loro hanno Toni, noi abbiamo Higuain, un campione straordinario, che è sempre meglio averlo come compagno».
Il miglior portiere del momento?
«Voto Buffon. E’ il migliore al mondo. Non conosco quelli del passato, ma lui è davvero un grande. Dopo, Cech».
E tra i giovani?
«Stando in panchina, ho seguito Bardi del Livorno e Perin del Genoa. Possono essere i portieri del futuro».
Dica la verità, s’è pentito di aver lasciato il Santos, dov’era titolare? 
«No, qui sto benissimo, sono stato accolto con affetto. Sono arrivato in un grande club, dove ho trovato compagni e campioni incredibili».
Possibile che non abbia alcun rimpianto?
«Beh, uno ce l’ho: non giocando ho perso la nazionale. Ma c’è tempo. Mi piacerebbe andare al Mondiale, si giocherà a casa mia».

Fonte: La Gazzetta dello Sport