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La grandezza del lavoro di Benitez


Non si diventa grandi allenatori soltanto se si è al comando di una rosa piena zeppa di campioni, ma lo si diventa anche quando si ha a disposizione un ampio gruppo e si capisce quali tra i giocatori siano in condizione di affrontare una determinata partita.

Benitez fa sicuramente parte della graduatoria dei grandi allenatori, non soltanto per i suoi successi a livello internazionale, ma anche per aver cambiato più volte l’assetto degli azzurri in questi mesi alla guida del Napoli.

Si considerino tre situazioni impersonate da tre giocatori azzurri:

BRITOS – All’inizio della stagione il difensore formava con Albiol la coppia titolare al centro della difesa. A causa di un leggero infortunio, l’ex Bologna è stato sostituito da Fernandez e man mano è stato spodestato dal suo ruolo proprio dall’argentino, il quale ha legittimato il posto da titolare anche dopo il ritorno dell’uruguaiano.

ARMERO – Il colombiano non è la prima scelta di Benitez. Nel giro di poche settimane, però, il Napoli si è trovato con l’infermeria piena della maggior parte dei suoi esterni difensivi: Zuniga, Maggio e Mesto, che per infortuni – abbastanza gravi e lunghi – hanno dovuto fermarsi ai boxes, per cui la società azzurra ha dovuto virare sullo svincolato Revelliere per non restare senza terzini. Con il ritorno di Maggio sulla fascia destra, la fascia sinistra spetta, dunque, all’ex Udinese, ma a causa di qualche piccolo fastidio fisico e di prestazioni non brillanti, il francese si è imposto sul colombiano, togliendogli il posto da titolare nelle ultime due partite contro Cagliari e Sampdoria.

INLER – Il centrocampista svizzero è uno dei due titolari della mediana davanti alla difesa. Inizialmente era stato autore di una buona serie di prestazioni alle quali si è aggiunta anche la soddisfazione di qualche gol. Nelle ultime partite, invece, aveva deluso un po’ le aspettative e per questo nella partita più importante dell’anno contro l’Arsenal, fu tenuto fuori e rimpiazzato da Dzemaili.

Questi tre casi danno alla luce la grandezza del lavoro di Benitez, che per continuare a svolgerlo al meglio avrà bisogno di altre tre pedine da aggiungere alla sua scacchiera.