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Arianna Strisciante: “l’aspirante ingegnere” del Napoli Calcio Femminile


Il Napoli Calcio Femminile, condito di giovanissime ragazze provenienti dalla squadra Primavera che sta andando di scena nell’arco di questo Campionato di massima serie femminile, è una sorpresa per tutti. Poche ed approssimative sono le informazioni relative alle acerbe calciatrici chiamate a dar man forte alla causa azzurra.

Tuttavia, di partita in partita, impareremo a conoscerle meglio.

Fin dalle prime battute di gioco, una di loro ha saputo mettersi in evidenza per quello che è capace di mostrare e dimostrare in campo: Arianna Strisciante, difensore classe ’93, dalla corporatura esile, ma dal temperamento pugnace.

Lotta, a testa bassa, con il coltello tra i denti, Arianna, seppure le circostanze le impongano di misurarsi contro avversarie fisicamente assai più dotate, inscenando il più classico ed intramontabile dei duelli: Davide contro Golia, quella surreale ed inverosimile storia che, a dispetto della logica che tende a dare per scontato che sia sempre il più forte a prevalere e che ci riconsegna un compiaciuto senso di sincero e sorpreso appagamento, tutte le volte che ad avere la meglio è colui che, sulla carta, viene dichiarato come “inesorabilmente vinto”.

In realtà, la forza di Arianna non è insita nella muscolatura, piuttosto nel lungimirante utilizzo che la giovane calciatrice fa di essa.

Nell’ambito dell’ultima partita disputata tra le mura amiche del Collana, contro un avversario di tutto rispetto come il Pordenone, ad onore del vero, Arianna Strisciante è stata una delle migliori in campo.

Dopodiché si è presentata in sala stampa per sottoporsi alle interviste, per la prima volta nella sua vita, accompagnata dall’incredula ironia dell’intero staff azzurro, perché, proprio lei, una delle ragazze più timide e riservate della rosa, stava superando i limiti dettati dal suo carattere per relazionarsi con un’altra esperienza inedita.

L’emozione palesata da quell’acerba e temeraria guerriera, al cospetto del microfono, mi ha positivamente colpita, perché appartenente ad una sfera emotiva che raramente si rileva nel “nostro calcio”: quello che ci ha abituato ai Balotelli che scazzottano con le telecamere ed ai maschietti che animati dalla frenesia di timbrare il cartellino nel privè del locale più in voga del momento, al cospetto dei cameramen, sbuffano e si spazientiscono.

L’imbarazzata e spoglia emozione della prima volta, intrisa nella voce e negli occhi di Arianna, ben incarna quello che queste ragazze sono chiamate a fare: rompere remore ed indugi, superare i propri limiti ed incertezze per misurarsi con qualcosa di assai grande ed impegnativo.

Troppo grande ed impegnativo per loro, qualcuno frettolosamente potrebbe concludere. Invece, le energie che trasudano dalle loro maglie, quando lottano in mezzo al campo per onorare quei colori, lasciano facilmente dedurre che, un passo alla volta, questi candidi boccioli di donna, sapranno e vorranno imparare a prendere le misure, estrapolando il meglio di loro stesse, per dimostrare di essere all’altezza della Serie A.

Mentre Arianna si racconta ai nostri microfoni, infatti, comprendo che “tutto è possibile”, per queste ragazze sinceramente innamorate di questo sport, per le quali, scendere in campo vestendo la maglia del Napoli, rappresenta “il sogno”.

Arianna, cosa sogni per il tuo futuro calcistico?

“Un posto fisso in Serie A con la mia squadra, il Napoli, e magari anche una convocazione in Nazionale, anche se so che è difficile, voglio continuare a crederci.”

Del resto, come lei stessa racconta, la sua carriera di calciatrici è iniziata troppo presto per indurla a relegare proprio ora questa passione in un angolo: aveva 8 anni Arianna, quando ha iniziato a praticare questo sport.

“Per i primi 4 anni ho giocato in una squadra maschile, poi sono entrata nelle file del Napoli femminile.”

Tuttavia, quando slaccia le scarpette, Arianna lavora altrettanto duramente per costruirsi un prodigioso futuro lavorativo, giacché è iscritta al secondo anno della Facoltà di Ingegneria Aerospaziale.

Ragion per cui si divide tra libri ed allenamenti, tra passione e raziocinio, tra corsi ed appunti e stop e marcature, per continuare a coltivare entrambi i suoi sogni, apparentemente così dissonanti, eppur parimenti vivi dentro di lei e capaci di convivere armonicamente nella quotidianità di Arianna.

“Il tempo libero mi piace trascorrerlo con i miei amici ed, in parte, lo dedico allo studio.”

Una vita semplice, intrisa di ammirevoli propositi ed ambizioni, quella di Arianna, capace di insegnarci che in quella ciurma di scansafatiche, privi di ambizioni, ideali ed idee, di cui la nuova generazione è imbottita, esiste ancora qualche mosca bianca nella quale riporre ottimistiche aspettative e propositive speranze.

Le giovani ragazze del Napoli Calcio Femminile hanno tanto da imparare, su questo non vi è alcun dubbio, ma, grazie ad Arianna Strisciante, ho compreso che anche noi abbiamo qualcosa da imparare da loro.

Luciana Esposito

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