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Rafa Benitez si gode un attacco ricco di talento e soluzioni


Dalla cintola in su questo Napoli è coperto? Volendo sì, poiché dal centrocampo all’attacco c’è un bel numero di figure posizionabili sullo scacchiere. Invece, a ben guardare, le cose non sembrano stare proprio in questo modo. Nel senso che, al di là delle precisazioni di mister Rafa, quelle per intenderci che vogliono tutti i tipi di erbe a comporre un solo fascio, senza particolari distinzioni (“non è turnover, ma semplice gestione della rosa”), ci sono altri tipi di distinguo da fare.
L’attuale Napoli potrebbe definirsi attrezzato dal petto in su, ma non tanto dalla pancia al petto. Mentre cioè per l’attacco le soluzioni risultano molteplici e difficilmente esauribili, per la zona nevralgica del campo gli uomini appaiono contatissimi. Behrami, Dzemaili, Inler e poi? E poi un Radosevic non ritenuto ancora in possesso delle dovute garanzie, e qualche “enfant” di belle speranze importato dalla Primavera. Non basta di sicuro. Fatto sta che ci sono ancora, prima della pausa natalizia, ben 15 punti sul piatto del campionato (cinque partite) e due match per le sentenze-Champions.
A tambur battente. Non è il titolo di un film apocalittico, ma il lasso di tempo che intercorre fra l’imminente Napoli-Parma e l’ultima partita ufficiale del 2013 (a Cagliari-il 21 dicembre). Poi tutto si fermerà e se ne riparlerà all’Epifania, quella del nuovo anno. Sette match in ventotto giorni, il che fa uno per ogni quattro: il tour de force non accenna ancora a placarsi. C’è bisogno del Rafa più “alchemico” che ci sia, quello che riesce a barcamenarsi al meglio fra bilancini e dosaggi, per calibrare i minutaggi con gli stati fisici, e pure mentali. Un lavoraccio, tanto più se (in alcuni casi) le variabili risultano piuttosto contenute.

In effetti c’è poco da inventarsi per quanto riguarda il centrocampo. Solo un’alternativa al duo Behrami-Inler, identificabile in Dzemaili. Tre guardie svizzere per due posti in campo, e allora si può ruotare, ma sempre sino a un certo punto e con le dovute cautele. Esperienza (recente) insegna che, nonostante un maggior numero di alternative, s’era creata improvvisamente un’inopinata emergenza sulle fasce, tanto che s’è dovuto operare in anticipo sul mercato (Reveillere). E quindi bisogna appellarsi alla miglior buona “suerte” per scongiurare imprevisti a centrocampo. Blerim ha minutaggio inferiore ai connazionali (489 in campionato, con un gol al Sassuolo) ed è uno dei jolly più preziosi della rosa azzurra. Più unico che raro, Impiegabile già dalla prossima.

Le ali, quelle con licenza di svariare sulla trequarti, di crossare o accentrarsi per tirare. Sì, proprio quelle, esterni di attacco per i quali Benitez ha avuto sempre un occhio di riguardo. Fondamentali per far funzionare ad arte il suo modulo. Bisogna perciò ritrovarsi sempre con le spalle coperte. E, se Insigne o Callejon, dopo aver superato gli 800 minuti in campionato, potrebbero (eventualmente) aver bisogno di rifiatare, è pronto quel peperino di Dries Mertens a “proteggere” il reparto. Anzi prontissimo, poiché di minuti nelle gambe ne ha la metà dei colleghi di reparto e, dopo l’eccellente centro con la Viola, scalpita un bel po’.
Tre gol, che di questi tempi mica è una sciocchezza. Kung Fu Pandev ha dimostrato che dove lo metti, lì lo ritrovi e pure con un certo profitto. Attaccante di comprovata classe, unita al fiuto del gol, è l’Arturo Brachetti azzurro, disponibile cioè a fare il centravanti (in luogo di Higuain), il trequartista (vice-Hamsik) e pure l’esterno. E’ il jolly per antonomasia, ed i suoi 550 minuti in campionato (spezzoni nelle prime dieci partite), indicano che si può contare sempre ad occhi chiusi su di lui.
Duvan Esteban Zapata da buttare in mischia quando c’è bisogno soprattutto di fare a sportellate. Mica si fa pregare il giovanottone, al momento sostituto naturale del Pipita e con corazza e cingoli ai posti giusti. Solo 108 minuti per il colombiano che ricorda un po’ Zalayeta, anche molto tecnico nei gesti, ma da indottrinare. E poi, quella preziosa perla al Marsiglia meriterebbe un immediato bis.
FONTE Corriere dello Sport

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