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Tifosi, l’altalena degli entusiasmi


tiamonapoliE’ la solita storia, si vince e ci si esalta, si perde e ci si deprime. Sia chiaro, tutti hanno la libertà di esprimere le proprie opinioni, perplessità, idee e punti di vista, ma alle volte la barra dell’entusiasmo passa da zero a cento il tempo di novanta minuti o poco più. E’ la dura legge di alcune piazze definite “calde”, quando vinci sei un re, quando perdi potresti essere equiparato al mozzo di una nave (con tutto il dovuto rispetto).

Riprendendo le parole di De Rossi dopo la vittoria di domenica contro il Napoli : “Qui si sta benissimo quando si vince, malissimo quando si perde”. Perché Napoli non è poi tanto diversa dalla capitale in quanto a tifo, passione, attaccamento alla maglia, amore viscerale a quei colori. Una sola piccola differenza, Roma è divisa tra due fuochi, romani e laziali..il Napoli è l’unica squadra della città, l’unico pozzo nel quale versare tutto il desiderio di calcio di questa gente, di questo popolo istrionico. Così spesso quel pozzo strabocca di entusiasmo e bastano una serie di vittorie di fila a far gridare al miracolo, neanche fosse il giorno del Santo patrono.

Nessuno potrà dimenticare i pienoni negli anni bui della serie C, quando a susseguirsi al San Paolo erano squadre di provincia, assatanate nella speranza di strappare un punto agli azzurri, mentre l’incasso avrebbe pagato gli stipendi per l’intera stagione. Napoli ed i napoletani sono capaci di tutto, di entusiasmarsi esclusivamente perché un signorotto con la barba acquistò la società e la tirò fuori dalle sabbie mobili. Non fa nulla se non si sa chi andrà in campo, non fa nulla se non ci sono i palloni per allenarsi, la gioia fu solo dovuta al sollievo per lo scampato pericolo di non vedere correre il pallone nel tempio di Maradona.

Ma la crescita di una società dipende anche dalla maturità dei propri tifosi. I napoletani lo hanno imparato a proprie spese e sembrano aver digerito, seppur minimamente, la lezione. Forse, qualche anno fa per le strade si sarebbero susseguiti cortei e manifestazioni per l’addio di un bomber come il Matador, ma Napoli ha capito…condiviso le scelte della società e versato l’amore incompreso per i nuovi arrivati.

Rimane la scia della delusione dopo Roma, si deve cercare e trovare il colpevole di questa sconfitta inaspettata. Cannavaro, il capitano, colui che dovrebbe difendere questi colori contro tutto e tutti. Caduto nell’occhio del ciclone e come tutti i napoletani che sono passati di qua, triturato dalle critiche, preso a cazzotti come un punchball. Perché Napoli sa essere tremendamente cinica contro i propri figli. Devono e dovrebbero dare intrinsecamente di più degli altri, perché visceralmente legati a questa terra. Calma signori, fermiamoci e ragioniamo. Il tifoso non può, non vuole. S’adda vincere!!

Forza Napoli, rialzati e cammina…siamo tutti pronti di nuovo a gridare al miracolo!

(Antonio Picarelli)