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Sotto il segno di Insigne


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Che fosse il suo anno si era già capito a ferragosto, quando con un gran gol ha deliziato la Nazionale Italiana. Però una settimana fa Lorenzo Insigne ha dimostrato a tutti di essere un grande giocatore, con la punizione al Borussia Dortmund.

Si è parlato e riparlato della sua prestazione contro i tedeschi, enfatizzando quello che è il suo talento. Cesare Prandelli, non a caso, era in tribuna al San Paolo, quando il Napoli ha battuto i gialloneri nella prima giornata di Champions League.

Il mondiale dovrebbe essere un traguardo da raggiungere, a fine stagione, dopo aver fatto i risultati sperati con il club azzurro. Sulla sua strada però ci saranno tanti giocatori che proveranno a togliergli il posto, dal rinato Giuseppe Rossi all’immortale Francesco Totti.

Proprio il capitano giallorosso è stato preso ad esempio dal presidente De Laurentiis. Secondo lui Lorenzinho è il Totti del Napoli.

E a dire il vero quasi ha ragione. La strada da fare è tanta, ma il “Pulcinella” di Frattamaggiore è l’unico attaccante del Napoli di origine napoletane. Cosa rara, che capita poche volte, come appunto nel caso del Pupone. Sono lontani i tempi di Foggia e Pescara. O ancora quelli in cui era considerato la promessa da “millecinquecento” euro. E’ pronto a guidare il Napoli, ha raggiunto il carattere adatto per farlo.

La fascia di capitano non è ancora per lui. Ci sono il ragazzo d’oro Marek Hamsik e Paolo Cannavaro, altro napoletano DOC, davanti. Però il futuro è suo.A soli ventidue anni e con un cognome che canta Napoli, non è lecito sognare.

Il futuro prossimo è questa stagione, che Lorenzo vivrà da protagonista, anche grazie al nuovo modulo di Benitez. Poi ci sarà il Brasile, magari dopo aver vinto da napoletano quel trofeo che Maradona alzò quando lui non era ancora nato.