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Carisma ed attitudine alla vittoria: questo è Jose Manuel Reina


reina1Due mani grandi così, che respingono un’infinità di palloni, i suoi veri nemici. Lui, non è abituato ad accarezzarli, a trattarli con rispetto: li allontana con forza bruta e li blocca allo stesso modo. Quelle mani sono di José Manuel Reina, trentunenne portiere madrileno, che dallo scorso mese di luglio è stato ingaggiato su sollecitazione di Rafa Benitez che lo ha voluto in sostituzione di Morgan De Sanctis, ritenuto fuori corso per l’età. È lui, dunque, l’ultimo ostacolo da superare per gli avversari, un compito sicuramente poco agevole. L’ha dimostrata a San Siro, domenica sera, tutta la sua grandezza, il numero uno napoletano. Cinquantamila persone ne hanno apprezzato le prodezze dal vivo: una parte l’ha sofferto parecchio, perché quelle parate hanno impedito al Milan di raggiungere quantomeno il pareggio. L’altra, invece, l’ha osannato, applaudito in massa, perché i suoi interventi sono risultati determinanti per la quarta vittoria consecutiva del Napoli e per confermare il primato in classifica. Insomma, le sue qualità sono state messe a disposizione di un ambiente che lo sorprende per la sua grande partecipazione alla vita del club.

Mentalità vincente L’ha voluto Benitez, perché Reina è un uomo vincente. Con la Spagna ha vinto due Europei ed un Mondiale, mentre col Liverpool ha alzato una Supercoppa europea. Insomma, il portiere ideale da inserire in un gruppo che il tecnico ha costruito saccheggiando il Real Madrid, per renderlo omogeneo e vincente. Così, a Napoli s’è creata una vera e propria colonia di spagnoli: oltre a Reina, ci sono pure Albiol, Callejon e Higuain, compagni coi quali proverà a migliorare il progetto di De Laurentiis, che prevede lo scudetto come punto più avvincente. L’esperienza e l’abitudine a sentirsi grande gli ha permesso di reggere il confronto col Milan, per niente spaventato dalla presenza di Mario Balotelli. Anzi, tra i due è nata una sfida spettacolare: il milanista ha provato a sorprenderlo in tutti i modi, ma lui gli ha risposto alla stessa maniera, piegandosi soltanto nel recupero, quando nulla ha potuto sulla prodezza di Mario, risultata ininfluente ai fini del risultato, in ogni modo.

Napoletano dentro Napoli lo ha conquistato dopo qualche giro in centro e dopo aver conosciuto la passione della gente. “È qualcosa di molto simile al modo di fare di noi spagnoli. Anche qui il calcio si vive intensamente, le emozioni sono uniche. L’entusiasmo dei tifosi è coinvolgente e noi siamo pronti per regalare loro un qualcosa di prestigioso” ha spiegato Reina. Lo scudetto, aggiungiamo noi, perché lui di napoletano ha anche la scaramanzia. E, dunque, evita accuratamente di pronunciare quella parola. “Quattro vittorie in altrettante partite di campionato, sono un segnale importante che il Napoli ha lanciato alle antagoniste. Valutando la qualità dell’organico, credo che possiamo giocarcela sia in campionato sia in Champions League”. E se lo dice lui che di successi se ne intende, allora c’è da essere ottimisti.

Fonte: La Gazzetta dello Sport