shinystat spazio napoli calcio news Pandev cerca il suo spazio: è lui l'ultimo castigatore azzurro di San Siro

Pandev cerca il suo spazio: è lui l’ultimo castigatore azzurro di San Siro


pandevQuello è il suo stadio. La sua partita. Goran Pandev quando incrocia il Diavolo s’accende. E’ stato protagonista a San Siro con la maglia dell’Inter in un derby memorabile. E si è ripetuto lo scorso campionato siglando la rete dell’uno a uno. Tre minuti il vantaggio di Flamini e su assist di Marek Hamsik. Il macedone saprà solo stamattina se sarà della partita. Benitez ama tenere tutti sulla corda. Ma dall’inizio o a gara in corso, Pandev sa di ricevere il suo spazio e di castigare ancora il Milan. L’allenatore l’ha sempre impiegato finora. In campionato, come in Champions. Due volte da titolare, due dalla panchina. E Kung Fu ha sempre risposto pur non brillando sempre. Ha risposto con l’assist ad Hamsik in occasione del tre a zero al Bologna. Ha dato il cambio ad Higuain contro il Borussia Dortmund concedendogli la standing ovation del pubblico del San Paolo e risparmiandogli gli ultimi minuti. Si tiene pronto per avvicendarsi con Insigne al cospetto del Milan e magari incidere in un risultato importante per il Napoli.

Con Benitez, il feeling risaliva già dai tempi dell’Inter. Ma si è rafforzato con la venuta di Don Rafa alla guida degli azzurri. Pandev si sente coinvolto come fosse un titolare. Partecipa, incita i compagni che sono in campo, entra sul terreno di gioco con il piglio di chi vuole dimostrare tutto il suo valore. Pandev non è ancora andato a bersaglio finora ma si è reso prezioso tutte le volte che è stato impiegato. Per Benitez è un jolly prezioso per tutti i ruoli dell’attacco: l’ha infatti impiegato da esterno, da trequartista centrale e da prima punta. Ed a lui sta benissimo così anche perché troverà sempre lo spazio per giocare e si sentirà ancora più importante di prima. Ora gli manca solo di ripetersi a San Siro con il Milan per salire anche alla ribalta ed essere ancora più apprezzato anche dai tifosi oltre che dall’allenatore e dai compagni di squadra.

Fonte: Il Corriere dello Sport