shinystat spazio napoli calcio news Continua il dilemma Vargas: che fare? De Laurentiis vorrebbe riprovarci, ma il Gremio lo vuole tenere

Continua il dilemma Vargas: che fare? De Laurentiis vorrebbe riprovarci, ma il Gremio lo vuole tenere


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Campione o bufala? Il frequente dilemma si ripropone per Eduardo Vargas, attaccante cileno del Napoli in prestito al Gremio. Le prodezze in nazionale non sono passate inosservate: con il Cile «Turboman» ha segnato 7 gol in 6 gare di fila, 3 in 4 giorni. Splendida la rete in girata al Venezuela venerdì scorso, di rapidità e rapina la doppietta inferta alla Spagna mondiale martedì, beffando anche l’azzurro Albiol. Il dilemma è dunque all’ordine del giorno: il club e Benitez monitorano costantemente il rendimento di Edu Vargas, 24 anni a novembre, acquistato dal Napoli il 23 dicembre 2011 per 13,5 milioni di euro. Vargas, Pallone d’Argento del Sudamerica, era il talento più fulgido dopo Neymar.

A dicembre Vargas torna nella disponibilità del Napoli, dal momento che il Gremio ha pagato a gennaio scorso 1.5 milioni di euro per il prestito oneroso, senza riscatto, della validità di 12 mesi. Il Napoli avrebbe potuto riprenderlo già a giugno, pagando un conguaglio, ma ha preferito lasciarlo in Brasile, dove ha giocato molto ma non ha segnato altrettanto: 6 gol in 23 presenze, tra Campionato Brasileiro, Gaucho e Copa Libertadores.

Il Napoli riflette, De Laurentiis vorrebbe che Benitez lo valutasse da vicino. «In Brasile Edu sta facendo molto bene», twittò a luglio il presidente. Eppure a Napoli, in un anno solare, ha mostrato poco o nulla delle sue doti: 19 gare e zero gol in serie A (neanche una gara da titolare), 2 partite e zero sigilli in Coppa Italia (una dal 1’), 3 reti all’Aik Solna nelle 6 partite giocate dall’inizio in Europa League. Per lui anche 11’ nell’infausto match di Londra con il Chelsea in Champions League. In tutto appena 821’ (ovvero 29’ a partita): si è detto spesso che gli è mancata la fiducia di Mazzarri (che al suo arrivo lo bocciò: «Non lo conosco»), in verità non ha mai convinto, patendo chiare difficoltà d’ambientamento, testimoniate dal non aver mai imparato l’italiano. Che sia campione o bidone, almeno per la Serie A, sarà il tempo a dirlo. Per ora i gol con il Cile consentono di scacciare via le ombre di un investimento sbagliato.

FONTE: Il Mattino