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Insigne insegna


editoriale_carlo_letteraSarà l’anno di Insigne, e non lo dico perché frattese come lui, lo dico per quella sana spavalderia che l’arrivo di Benitez gli ha ricamato sugli occhi e sulla lingua. Ha iniziato alla grande, disinvolto, libero, e proprio dalla sua bocca è partito il messaggio di liberazione. “Cavani voleva la palla solo per lui”. Confessione di mezzogiorno, chiara e limpida come solo un ragazzo di ventidue anni di periferia e ancora “inesperto” della comunicazione poteva lasciarsi scappare. Ma quanta verità in quella frase, la verità dei semplici, di quelli che danno del tu alla persona seduta accanto, chiunque essa sia.

Lorenzo ha il cuore limpido, e la sua storia di sacrifici lo tiene al riparo dai vizi e dal sentirsi una star, una primadonna da lusingare. Lotta e fatica, e corre, in più la sorte gli ha donato la magia del tocco, l’intelligenza cinestetica che ne fa un sommo maestro delle traiettorie.
Questo sarà il suo anno. Avverte la fiducia, e si sa, i ragazzi giovani hanno bisogno di sentirsi dire “Tu vali, sei indispensabile”. Solo in questo modo le risorse nascoste possono emergere. Fosse anche solo per vanità ma se ad un ragazzo così si parla allora darà l’anima per non deludere chi in lui crede.

E Benitez in lui crede, lo ha detto, lo dimostra coi fatti coccolandolo e schierandolo. Insigne è perfetto per il suo gioco, e Lorenzo lo sa. E’ ora libero, sa che se sbaglia non marcirà in panchina, ma sempre gli sarà data una nuova possibilità nella rotazione di campioni che può permettersi Benitez. Addio titolarissimi, addio sacrifici inutili per quelli che si sentivano “seconde scelte. Ora si lotta e si suda, e Lorenzo in questo è insuperabile, lo ha allenato la strada, il suo quartiere che conosco e che mi parla di sudore di pena. Lì ci sono i sommersi e i salvati, e Lorenzo è un salvato. Salvato dalla sua famiglia, ma soprattutto da stesso.

Questo sarà il suo anno.

Carlo Lettera
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