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Il sole di Dimaro splende sul Napoli, il cielo di Napoli tuona sul Napoli

editoriale_luciana_espositoIl sole splende sul Napoli, giunto ieri a Dimaro ed accolto da un caloroso ed espansivo clima, al quale, i numerosi tifosi, accorsi nel pacato e riservato comune sito in provincia di Trento che per la terza stagione consecutiva accoglierà il ritiro pre-campionato degli azzurri, hanno contribuito a conferire non poco ardore e giovialità, riservando ai loro beniamini il consueto, ma mai scontato bagno di amorevole e passionale fervore.

Anzi, forse, mai come quest’anno, la corpulenta presenza di anime azzurre a sostegno della squadra, risulta tutt’altro che scontata, considerando quanto accade in contemporanea, di contro, all’ombra del Vesuvio.

Il cielo di Napoli tuona sul Napoli per effetto degli striscioni altamente polemici contro il Presidente De Laurentiis, affissi a Piazza Municipio e sul lungomare di Mergellina durante la notte di venerdì, proprio nell’arco delle medesime ore in cui la squadra si apprestava a chiudere le valigie per raggiungere il Trentino.

“Fuori la grana pappone!”1005980_562111273830579_1696284181_n

Questa è la frase, eloquente ed incisiva, riportata sui suddetti striscioni, della quale una fetta di tifosi si sono avvalsi per palesare il proprio aspro malcontento per quanto fin qui accaduto in termini di mercato in entrata.

Probabilmente, gli acquisti di Callejon, Mertens e Rafael, finora maturati dal Napoli, non appaiono ai loro occhi dei pesi sufficientemente gravosi ed utili ad equiparare quanto stanzia nell’altro piatto della bilancia: la cessione di Cavani con i relativi 63 milioni di euro prossimi ad entrare nelle casse azzurre.

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Quello che questi tifosi chiedono, anzi pretendono che accada è che tale ingente somma di denaro, derivante dalla cessione del top player più importante in forza al Napoli, non rimanga ad ammuffire nella cassaforte di De Laurentiis, ma che venga repentinamente e scaltramente investita per allestire un organico competitivo, all’altezza dei loro sogni ed aspettative.

Come sovente si verifica, nell’ambito della districata e pretenziosa piazza partenopea, quindi, i supporter, attualmente, appaiono scissi in due fazioni agli antipodi: “gli estasiati”, quelli che hanno investito tutti i risparmi, frutti dei sacrifici di un intero anno, esclusivamente nella vacanza a Dimaro, rinunciando al mare ed alle affollate spiagge, pur di accaparrarsi una foto con i loro beniamini azzurri.

994504_484627428290242_247683471_n (1)E poi ci sono loro, “gli intolleranti”, quelli che “Napoli siamo noi”, quelli che “Noi eravamo a Gela e Martina Franca, quindi abbiamo potere decisionale”, quelli che non seguono le regole, ma le dettano.

Loro sono “le teste calde”, la frangia più indomabile ed imprevedibile della tifoseria azzurra, da loro ci si può e ci si deve aspettare questo e ben altro.

Non dimentichiamoci, però, che loro sono quelli che, appena qualche anno fa, inscenarono una sentita e vibrante contestazione, allorquando a Castel Volturno furono presentati gli acquisti di “due ragazzini semisconosciuti” che portavano il nome di Hamsik e Lavezzi, nell’ambito della quale palesavano pretese analoghe.

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Eppure, lo slovacco è diventato una pedina fondamentale ed imprescindibile di questo Napoli e all’argentino, quegli stessi tifosi, avrebbero voluto consentire d’indossare la maglia numero “10”, la stessa che un tempo fu del più grande di tutti i tempi.

Quella lezione infertagli dal destino, quei tifosi, sarebbe opportuno che la rispolverassero adesso.

Al Napoli spetta il compito di capire quale fetta di tifosi si rivelerà più corpulenta: estasiati o intolleranti?

Il sentore che trapela dagli atteggiamenti di entrambe le schiere è ciascuna fazione può riversarsi nell’altra, a seconda di quelli che saranno gli eventi che da ora fino alla chiusura del mercato estivo si susseguiranno.

Insomma, la società, in maniera più o meno consapevole, sta disputando una sorta di “partita nella partita”: quella più decisiva per il ripristino di un clima sereno ed affiatato tra i suoi sostenitori, utile a placare anche gli animi più sovversivi e pretenziosi, si disputa in contemporanea a quella che decreterà l’allestimento della rosa che rivelerà il concreto potenziale del quale la squadra potrà avvalersi, nell’arco del Campionato.

Alla luce di ciò, la stagione calcistica può definirsi già abbondantemente iniziata.

Luciana Esposito

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