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Da mercato delle pulci alla pulce fuori dal mercato


Questa non è  una settimana come un’altra, qui, al mercato delle pulci. Questa è una settimana in cui il mercato sonnecchioso prende vita piano piano, si attiva e non solo con gli strilloni. Non si ascoltano semplicemente compratori ancora indecisi  o venditori indecisi se comprare per poi rivendere. Abbiamo visto già Cerci restare in granata e questo ha destato simpatici siparietti tra possibili compratori: “Se andava alla Fiorentina è perchè c’era un accordo con il Napoli e allora il Napoli non l’ha preso” oppure “L’ha preso il Torino e allora c’è già un accordo con il Napoli per farlo venire qui”. Fatto sta che Cerci è in altre faccende  affaccendato e ai possibili compratori o venditori tocca attendere.

Dicevamo, è una settimana speciale. Perchè qui si comincia a fare sul serio, i tempi stringono e i pezzi grossi, pure intervistati per sapere del proprio futuro, dicono di essere tutti in altre faccende affaccendati insieme a Cerci. E allora è chiaro che il nostro mercato delle pulci deve attrezzarsi in qualche modo. Non può restare fermo, accontentarsi degli spiccioli o giocare solo di strategia o di voci di popolo. Ecco perchè, mentre qualche affaruccio comunque si quaglia, vedi un Mertens che corre sul tapis roulant per mostrarsi capace almeno di correre, e non è poco visti alcuni recenti acquisti dalla folta chioma bionda riccia trapiantata, poco lontano si sentono fischi di arbitri e grida di tifosi. I riflettori sono tutti rivolti lì, i mercanti di sogni si riposano che i sogni sono tutti lì e i compratori di fumo negli occhi si appaciano che il fumo è quasi finito. Tranne qualche giovane o il solito Cellino che fa tira e molla con gli unici gioielli che ha.

Insomma, ci allontaniamo da bancarelle di roba artigianale, fatta in casa, buona ma già conosciuta, come un Armero riscattato, e ci avviamo verso la parte di mercato che attira l’attenzione di tutti. I pezzi grossi sono tutti lì. Mostrano i propri muscoli. E in alcuni casi le vittime sacrificali sono stati undici ragazzotti sorridenti che non vedevano l’ora di chiedere la maglia ai loro campioni e di tornare in spiaggia a fare castelli, non solo in aria. I vari Torres, Cavani, Suarez, per citarne solo alcuni. Tutti lì, che rimandano qualsiasi trattativa, anche a distanza, pur di farsi ammirare e invidiare o rimpiangere. O cascano nella trappola rispondendo a Presidenti esuberanti e a striscioni di dubbia fattezza curvaiola. E allora, a questo punto, sapete cosa vi dico? L’avete vista tutti la conferenza stampa della presentazione di Rafè? Ebbene. L’avete visto il passaggio in cui il presidente parla dell’ingaggio di Brad Pitti per un film? Ebbene. Avete sentito Rafe’ cosa ha suggerito al Presidente? Ebbene. Mi sa che la vera “pulce” nell’orecchio fino ad ora l’ha messa solo il nostro buon Rafe’.