shinystat spazio napoli calcio news Esclusiva Massimiliano Gallo: "Napoli città di talenti"

ESCLUSIVA SN – Massimiliano Gallo: “Napoli città di talenti. Mi fido del lavoro di De Laurentiis”


Copia 1Massimiliano Gallo è un attore e cantante napoletano. Figlio d’arte (il padre Nunzio è stato un famoso cantante e attore), ha esordito in teatro all’età di 5 anni e già da bambino ha recitato in alcune serie televisive prodotte dalla RAI. Ha lavorato con celebri registi e attori italiani. Tra questi, Carlo Croccolo, Aldo Giuffrè, Claudio Mattone, Marco Risi, Ferzan Ozpetek e Vincenzo Salemme. Ha interpretato molti generi teatrali e cinematografici. Tra gli ultimi, il personaggio del boss Valentino Gionta in Fortapàsc e del delinquente Antonio Vescia (nella realtà Antonio Bardellino) nella serie “Il clan dei camorristi”. Adesso vive a Roma, ma è molto legato alla sua terra ed è un appassionato tifoso del Napoli.

Caro Massimiliano, da figlio d’arte e dal punto di vista della tua notevole esperienza, come giudichi l’attuale condizione del cinema e del teatro napoletano?

Napoli è una città che produce talenti eccezionali, e ne sforna in continuazione. Nessuna città del mondo può contare sulla stessa quantità di talenti. Soprattutto nel teatro e nei testi teatrali, che risultano spesso quelli più vincenti, sia per capacità di circolazione che per i premi e i riconoscimenti ufficiali frequentemente ottenuti. Non posso che avere una visione positiva della cultura napoletana, specialmente come punto di riferimento collettivo, purché questo riferimento non si trasformi in un limite che la confini in una sorta di regione ristretta.

E sulla Napoli “cittadina”?

Napoli è una città mortificata. Soprattutto la politica degli ultimi vent’anni ha contribuito in maniera negativa, privandola di quelle opportunità che alimentano la cultura e l’intelligenza di un popolo. Non c’è più la Napoli dei circoli, della chiesa, dei salotti, dei luoghi di ritrovo e di ogni altro luogo che dia alle persone l’occasione di rendere soggetto attivo una collettività. Da un punto di vista culturale, anche rispetto al mio mestiere, la mia Napoli l’ho fermata ai tempi di Massimo Troisi e dei primi anni di Pino Daniele. La Napoli riconoscibile nella sua leggerezza, ironia e sofferenza.

Cosa pensi dei suoi stereotipi, degli episodi di razzismo spicciolo di cui è spesso vittima e delle sue contraddizioni?

Napoli è come vuoi vederla. All’estero e in altre regioni italiane piace la Napoli come vuole essere vista. Chi invece conosce Napoli in tutte le sue molteplici sfaccettature, sa come ignorare stereotipi e offese gratuite. Ricordo sempre con affetto un’uscita di Massimo Troisi in una trasmissione televisiva, quando, con grande ironia, disse al pubblico e al conduttore, “Perdonatemi, ma non ho portato il mandolino”. È una filosofia che smonta tutti gli stereotipi, positivi e negativi. Per quello che di negativo ci riguarda, molto dipende da noi. La responsabilità è collettiva.

Copia 2Napoli è una città che vive molto anche di calcio. Tu, da tifoso, che tipo di considerazioni ti sentiresti di fare alla luce degli ultimi risultati e delle polemiche di calcio mercato?

Da tifoso mi piacerebbe avere una squadra più forte del Barcellona e del Bayern Monaco, per dirne qualcuna. Ma bisogna stare coi piedi per terra, capire che il calcio è fatto di equilibri delicati e di un sistema di opportunità che non è uguale per tutti. De Laurentiis sta resistendo bene alle difficoltà del calcio, anche rispetto alla sua gestione del Napoli “internazionale”. Apprezzo la sua filosofia e credo che faccia bene a impostare la sua gestione sulla politica degli equilibri. È vero, in passato abbiamo vinto gli scudetti, ma siamo pure subito passati a delusioni e retrocessioni. Preferisco una dirigenza oculata, soprattutto di un personaggio come l’attuale presidente che, in fondo, è uno al quale non piace perdere. De Laurentiis è un vincente e questo mi rassicura in vista della sua intenzione di fare un Napoli sempre più forte.

 

Massimiliano Gallo vive con sensibilità il suo impegno di artista, con gli occhi fissi sulla sana “napoletanità” che lo contraddistingue. La redazione di Spazio Napoli gli è grata di aver rilasciato al giornale questa intervista.

Sebastiano Di Paolo, alias Elio Goka

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