shinystat spazio napoli calcio news Napoli riconquista Champions, questa volta a Bologna si festeggia

Bologna un anno dopo, il Napoli riconquista la Champions League


napoli riconquista championsUn anno dopo A Bologna, un anno dopo la débâcle che costò la massima competizione europea, il Napoli riconquista Champions entrando dalla porta principale (Group Stage) senza dover passare dalla tagliola sempre insidiosa dei preliminari. Sono passati 12 mesi dal 2-0 che costò agli azzurri (allora terzi con 58 punti) la posizione, scavalcati dall’Udinese e dalla Lazio, ma è evidente che la squadra agli ordini di mister Mazzarri abbia fatto un deciso passo avanti nel suo processo di crescita, ed è facile verificarlo paragonando l’attuale rendimento a quello di due stagioni fa quando la Champions fu conquistata con un terzo posto a quota 70 punti. Ebbene anche in quella stagione il Napoli disputò l’Europa League, e fu eliminato ai sedicesimi di finale e abbastanza presto in Coppa Italia, ebbe per giunta la possibilità di contendere il primato al Milan ma si sciolse in primavera arrivando alla fine della stagione col fiato corto e centrando la qualificazione con un faticosissimo pareggio interno contro l’Inter.

Il rendimento Nelle ultime 10 gare invece il Napoli ha centrato 7 vittorie 2 pareggi e una sola sconfitta (per altro inopinata a Verona), mentre allo stesso punto due anni fa gli azzurri avevano centrato solo 5 vittorie 1 pareggio e 4 sconfitte, ma ho trovato di grande lungimiranza le considerazioni di Mario Sconcerti su SkySport nel commento della giornata di ieri: “Si può essere secondi in modi diversi, essere secondi a 70 punti vuol dire essere solo la migliore delle 19 squadre dietro la prima, invece essere secondi come il Napoli a 75 punti e con la prospettiva di sfondare il muro degli 80 punti vuol dire essere secondi ma in piena competizione con chi ha vinto, aver lottato sullo stesso piano del vincitore”.
Mi trovo d’accordo con questi concetti, gli azzurri quando mancano ancora due partite hanno già superato il record di vittorie in campionato (22), eguagliato il record di vittorie in trasferta (9), miglior attacco (70 gol) e seconda miglior difesa (33), e a dispetto dell’idea di molti che la squadra dipenda esclusivamente da Cavani, ha mandato in gol ben 10 giocatori oltre l’uruguagio con Hamsik (10), Dzemaili (7),  Inler (6) Pandev (6), Insigne (5) e Maggio (4), che in totale fa 38 gol, che sono tanti considerato che il gioco della squadra è tutto orientato a far finalizzare il Matador.

Futuro Ma nello sport non c’è mai tempo di fermarsi per godersi certi risultati e chiaramente c’è da guardare al futuro ora che con certezza sono chiari gli impegni e gli introiti della prossima stagione, la Juventus è stata superiore al Napoli nell’arco della stagione per continuità, scorrendo la classifica vediamo che i bianconeri hanno solo una sconfitta meno degli azzurri (4 contro 5), ma hanno pareggiato ben 4 gare in meno, grazie sicuramente a una miglior tenuta difensiva e probabilmente a una rosa più profonda che ha consentito di pescare dei jolly nelle difficoltà, basti pensare a Juventus-Napoli decisa dai subentrati Cáceres e Pogba, oppure a Juventus – Catania decisa dal subentrato Giaccherini, mentre alla squadra partenopea sono rimasti indigesti lo 0-0 di Catania o quelli con Sampdoria e Udinese, gare che gli azzurri avrebbero potuto senz’altro vincere. Ma certamente non siamo qui a fare dietrologia, piuttosto è importante capire in fretta il futuro della guida tecnica, perché indispensabile per poter chiudere i primi colpi, perchè per esempio se Mazzarri restasse allora Benatia (nome che circola ultimamente) sarebbe sicuramente funzionale, ma se arrivasse un allenatore che gioca a 4 in difesa forse no, e così via per tutti i vari ruoli da rinforzare.

Mazzarri ieri sera nella press conference con la carta stampata si è lasciato sfuggire qualche elemento in più su cosa sarà al centro delle sue riflessioni, e al di là dei suoi stimoli sui quali fa bene a riflettere, tutto sembra che ruoterà su quei “parametri” che cita spesso davanti ai microfoni, ovvero grandi acquisti e aumento del tetto salariale. Ricordiamo che secondo il Financial Fair Play il monte ingaggi non deve essere superiore al 70% del fatturato, attualmente il Napoli con 57 milioni circa è intorno al 37%, ma De Laurentiis ha sempre ribadito di voler spendere ma non per giocatori che abbiano già la pancia piena (leggasi top player) puntando piuttosto anche con investimenti importati su giovani prospetti, e sarà questo il terreno di confronto tra presidente e allenatore sul futuro. Secondo l’opinione di chi scrive, una mediazione si può senz’altro trovare, considerando che il disputare la Champions nella prossima stagione non deve più costare al Napoli quei 10-15 punti che nella passata annata sono costati la qualificazione e quindi è interesse comune incrementare la qualità della rosa, che dagli 8-9 elementi davvero validi del primo anno e mezzo di Mazzarri, si è passati ad avere oggi 15-16 titolari, si tratta dunque di aggiungere ancora 3-4 elementi di valore per completare l’organico e dare al coach la possibilità di ruotare con tranquillità gli uomini nel corso della stagione e lottare per ogni traguardo.

Andrea Iovene

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