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Lezione tedesca, Bayern e Borussia Dortmun avanti

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Borussia_DortmundBayern e Borussia vs Real/Barça 8-1, il primo round è finito così, chi l’avrebbe mai detto che la doppia sfida di Champions avrebbe segnato un solco così profondo tra due idee di calcio, due filosofie che per molti versi sono agli antipodi? Andando a guardare dietro ai numeri di questa sfida scopriamo qualcosa di interessante.
Soldi Le due spagnole hanno fatturati mostruosi, entrambi intorno ai 450-500 milioni di euro l’anno, ma utili molto ridotti negli ultimi bilanci pubblicati circa 24 milioni per il Real e 40 per il Barça, questi dati apparentemente super-positivi nascondono però un grande indebitamento bancario, con il quale le squadre spagnole da un paio di campionati a questa parte stanno facendo i conti, riducendolo progressivamente. Il Bayern Monaco ha chiuso recentemente il ventesimo bilancio consecutivo con un utile, e pagherà ai suoi soci un dividendo di oltre 5 milioni, una cosa normale in qualunque società privata, una rarità eccezionale quando si tratta di società sportive, il Borussia Dortmund invece meno di dieci anni fa ha rischiato il fallimento, ma gli ultimi bilanci sono un successo, chiusi in utile e con il saldo di mercato in pareggio, che vuol dire che tutte le operazioni di mercato sono autofinanziate, avendo fissato per molti dei suoi gioielli una clausola di rescissione (ultimo esempio Goetze, 37 milioni) che garantiscono un gettito continuo nelle casse.

Vivaio & Mercato La Spagna è da sempre la patria dell’idea stessa di Cantera, e in particolare quelle di Barcellona e Real hanno da sempre sfornato fior di giocatori, ma se andiamo a guardare le rose, troviamo che nella squadra di Madrid solo 6 giocatori su 25 provengono dal vivaio, e tra gli altri solo 2 sono stati acquistati prima dei 20 anni (a testimonianza del fatto che non sempre l’avere un florido vivaio vuol dire avere una politica sportiva sana), l’età media di squadra è 27 anni. Il mercato si presenta invece come un profondo buco nero, basta guardare le due ultime sessioni di mercato con gli acquisti di Modric (30 milioni), Lopez (3,5 mil) e dello svincolato Essien, due ultratrentenni e un giocatore di 26 anni, per apportare quale contributo tecnico? Poco o nulla a guardare l’incidenza in termini di presenze e media voto. Nel Barcellona invece, troviamo ben 13 giocatori formati nel settore giovanile che fanno parte della rosa di prima squadra,  che ha un’età media di 27 anni, ma nonostante questo non si può fare a meno di notare manovre di mercato completamente sballate, nell’ultimo triennio possiamo ricordare gli acquisti di Ibrahimovic (70 mil), Sanchez (45), Fabregas (40), Song (19), Alba (14), con solo quest’ultimo che si è inserito nell’undici titolare ed ha spostato gli equilibri di squadra rinforzandola.
Il Bayern ha una rosa composta da 10 giocatori su 25 provenienti dal proprio settore giovanile, e invece nelle ultime sessioni ha speso 40 milioni per Javi Martinez (titolare 23 anni), 13 milioni per Mandzukic (titolare 26 anni), e 12 mil per Shaqiri (20 riserva), anche il Dortmund può contare su ben 10 elementi provenienti dal vivaio nella rosa di prima squadra, e sul mercato ha speso 17 milioni per Reus (23 anni e titolarissimo), 5 per Schieber (23 anni, riserva di Lewandovsky) e 3 milioni per Bittencourt (18 anni).
Salta all’occhio la differenza di età e prezzo degli acquisti fatti dalle tedesche rispetto alle spagnole, che possono contare su fatturati quasi del doppio rispetto al Bayern e del triplo rispetto al Borussia, il punto quindi è che non è necessario avere barcate di soldi, ma saperli spendere bene, e le tedesche sembrano farlo molto meglio, ad esempio il Dortmund ha comprato Subotic, Hummels, Bender, Lewandowski prima che compissero vent’anni pagandoli cifre irrisorie rispetto al loro valore corrente.

Campionato Un altro aspetto che si è evidenziato nella doppia sfida degli ultimi giorni è stata la condizione atletica straripante delle squadre di Germania rispetto alle spagnole, ora fermo restando che i rispettivi campionati sono terminati da tempo, in entrambi i casi con un largo distacco tra le prime classificate e le inseguitrici, non si può fare a meno di notare che in Germania si giochi di meno (ben quattro giornate) avendo un campionato a 18 squadre, rispetto a quello a 20 squadre spagnolo.

Non esiste ovviamente un’unica ricetta vincente, questa settimana la manifesta superiorità delle squadre tedesche ci ha spinti a fare una riflessione guardando cosa ci fosse dietro questo successo schiacciante, e da queste considerazioni si possono trarre numerosi spunti di riflessione da riportare anche al campionato di Serie A e al Napoli, si può vincere in molti modi prendendo giovani bravi o giocatori già pronti, certo è che non deve mai mancare una visione prospettica delle scelte, guardando al lungo periodo e non solo alla stagione successiva.

Andrea Iovene

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