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Luis Vinicio: “Mazzarri deve scegliere, è tempo delle decisioni”


napolisport_25532Luis Vinicio, calciatore professionista di un’altra epoca e un altro calcio ha collezionato tra il 1955 e il 1960 152 presenze e 69 gol con la maglia del Napoli. Tredici anni dopo tornò all’ombra del Vesuvio da allenatore e vi rimase per altri tre anni fino al 1976, ma il suo legame con l’azzurro non finì lì, perchè dopo sole due stagioni torno ancora ad allenare i partenopei tra il 1978 e il 1980.
Ha chiuso la carriera in Campania allenando prima l‘Avellino e infine la Juve Stabia.

Come il Napoli di Mazzarri anche il suo Napoli, quello da allenatore, si trovo a lottare con le grandi del calcio italiano per lo scudetto,  e come capita anche alle grandi squadre anche il suo Napoli ebbe momenti di crisi come quello che attraversa oggi il  Napoli di Mazzarri.

Il suo Napoli era famoso per il suo gioco spettacolare dal punto di vista tecnico mentre lui era noto per essere un allenatore schietto e diretto, che guardava i giocatori negli occhi e tirava fuori le motivazioni dei problemi e delle crisi, uno che con il dialogo e la sincerità rafforzava il gruppo e teneva la squadra in auge nonostante critiche e pressioni.

Dall’alto della sua esperienza sulle pagine de Il Mattino Vinicio analizza la crisi del Napoli, rilasciando una lunga intervista che di seguito riportiamo.

Vinicio, cosa sta accadendo?
C’è il contraccolpo per la forte delusione subìta. Perso l’autobus per lo scudetto, è mancata la forza di reagire”.

Il pareggio con la Juventus ha messo fine ai sogni ?
“No, è stato lo 0-0 con la Sampdoria a far crollare il castello di sabbia. Allo scontro diretto, il Napoli doveva arrivare con tre punti di svantaggio. Con questo distacco, in qualsiasi modo avrebbe vinto la partita, ne sono certo. Invece ha dato la possibilità ai bianconeri di scendere in campo tranquilli, perché anche una sconfitta non avrebbe pregiudicato il loro primo posto. La svolta negativa della stagione è stata questa”.

Adesso il problema è di testa o di gambe?
Di testa sicuro ma la flessione atletica non va sottovalutata. Quando la squadra è stata eliminata dall’Europa League, ho pensato a una scelta “pilotata” perché quelle due gare sono state inguardabili. Invece in campionato le cose non sono migliorate, segno evidente che la freschezza non è più quella di prima. Il Napoli prevale sugli avversari quando alza il ritmo e impone il proprio gioco, è da tempo che questo non gli riesce più. Aggiungo un’altra cosa: forse è accaduto qualcosa all’interno, ho l’impressione che l’ambiente non sia compatto e determinato come prima”.

Caro Vinicio, se tutto ciò fosse vero il Napoli sarebbe “inguaiato”.
“Ma no, momenti negativi come questi ci possono stare nell’arco di una stagione. Si sa che poi quando le cose non vanno bene, sopraggiungono sempre altre circostanze negative, come ad esempio la partita sfortunata, il rigore sbagliato, il palo o la traversa. L’importante è prendere coscienza della situazione, non negare l’evidenza e tornare a vincere in fretta”.

Lei ne veniva fuori “confessando” i giocatori uno a uno e in quello spogliatoio non mancavano i pezzi da novanta…
La squadra adesso ha necessità di restare unita e difendere con il sangue agli occhi questo secondo posto. Perdere il campionato non equivale a mollare, il Napoli faccia il Napoli”.

Il temporeggiare di Mazzarri a proposito del proprio futuro potrebbe aver inciso in maniera negativa sul rendimento del gruppo?

“Sì. Non riesco a comprendere l’atteggiamento del presidente: perché De Laurentiis prende tutto questo tempo ? Siamo a marzo, è l’ora delle scelte”.

Lei cosa farebbe?
Andrei a parlare adesso, senza aspettare la fine del campionato. Se l’allenatore ha intenzione di restare, basta guardarsi negli occhi e stringersi la mano. Deve essere De Laurentiis a imporsi: caro Mazzarri, resti o vai via? Come stanno le cose adesso, tutti stanno facendo il gioco dell’allenatore”.

La sua impressione è che Mazzarri voglia andarsene?
Esatto, questo è ciò che penso”.

Il suo ciclo napoletano allora è terminato?
“Tutte le circostanze portano a questa conclusione”.

Chi al suo posto?
“La persona è importante fino a un certo punto, quello che conta è il progetto. Si parla molto di Maran, un allenatore che stimo molto perché fa giocare bene il Catania. Ma ricordiamoci che in quella squadra ci sono fior di sudamericani che negli anni hanno innalzato il livello qualitativo del gruppo”.

Quindi se va via Mazzarri, amen. È fondamentale non perdere i giocatori migliori, giusto?
“Proprio così, se si vuole salvaguardare la continuità del progetto. Altrimenti bisogna fare una rivoluzione tecnica e ci vorranno altri anni per competere ad alti livelli. Per intenderci, Cavani e Hamsik vanno trattenuti a tutti i costi”.

D’accordo Vinicio, ma se dovessero arrivare offerte irrinunciabili?
“Allora toccherebbe a De Laurentiis rilanciare con una controproposta, a lui non mancano gli argomenti per convincere i propri giocatori. A Cavani dico: questo è il tuo ambiente ideale, resta e non ti pentirai”.

Fonte: Il Mattino

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