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Io, “infiltrato” tra i ragazzi del Parma


Qui Parma - Allenamento mattutino per i gialloblu. Domani Donadoni parlerà alla stampaErano altri tempi. Quel Napoli-Parma fu davvero clamoroso. Perdemmo un’occasione unica per rilanciarci verso i piani alti della classifica.

C’era Lavezzi, che correva sempre veloce, c’era Fabio, che realizzava l’1-0 sotto porta con un tocco da attaccante vero, c’era Mirante.

Il portiere stabiese era timido, riservato. Lo incontrai all’albergo del Parma, il giorno prima della partita. Si giocava di sabato, aprile 2010. Ricordo Guidolin, pignolo; ricordo i ragazzi in maglia gialloblù: un gruppo unito, tranquillo, che voleva anche divertirsi.

C’era Lanzafame, che poco tempo dopo passò alla Juventus, c’era Galloppa, con i capelli ancora lunghi, c’era Dzemaili. Ecco, ricordo che, a quel tempo, Blerim non aveva ancora messo a segno nemmeno una rete in serie A; non mi trattenni: “Blerim, ma quando lo fai un gol?”, lui col sorriso sulle labbra e la timidezza in faccia mi rispose “Presto, speriamo”. Un ragazzo semplice e simpatico.

Mirante se ne stava lì, con le mani in tasca, ad aspettare. Un ricordo mi è rimasto impresso del portiere di Castellammare: quando gli chiesi se tifava Napoli rispose con un’altra domanda: “Che ha fatto lo Stabia?”. Ci rimasi male.

La sera, poi, la delusione fu ancora più grande. Sconfitta in casa per 3 a 2, incredibile, con parate assurde di Mirante. Ricordo che il giorno dopo mi invitò a prendere un aperitivo dalle sue zone; io, peri ripicca – e forse anche per la delusione – non ci andai.

Raffaele Nappi

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