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Torna in campo l’orgoglio partenopeo


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Un orgoglio Paolo Cannavaro. Altre parole non ci sono
. Non ha rancori adesso, vuole solo tornare a giocare, così come dichiara a Radio Marte: “Poteva essere una macchia sulla mia carriera oltre a una grande ingiustizia. Io e Gianluca siamo usciti puliti. Questa è stata la vittoria più grande”. Il racconto scivola al 17 gennaio a quando sugli schermi di Sky è apparsa «l’ultim’ora» che citava il Mattino.it: “Cancellate la penalizzazione al Napoli e le squalifiche di Cannavaro e Grava”. L’uscita dal tunnel. “È stata anche quella una giornata indimenticabile, tutti a rassicurarmi, ma io non ascoltavo nessuno. Mi ero isolato, guardavo un film con mia moglie e i miei figli sul divano di casa. A un certo punto ho cambiato canale e ho visto che era stata cancellata la penalizzazione. Sono scoppiato in un pianto liberatorio. Chi non fa nulla, non patteggia, per me questa parola non esisteva proprio”.

Domenica il suo ritorno a Parma, dove ha tanti ricordi, dove ha mosso i suoi primi passi: “Ho tanti amici lì, è stato un bel periodo. Spero di tornare a giocare, mi sono allenato come non mai. La difesa ha funzionato bene anche senza di me ma il merito è anche degli altri reparti”. Nel Parma ha giocato insieme a Fabio, avrebbe voluto giocare insieme al fratello anche nel Napoli. Per questo si è emozionato per i fratelli Insigne. Crede di poter battere la Juve Paolo e anche di avere successo nell’Europa League. Perchè no? “A questo punto diventa affascinante. È vero, ci manca ancora qualcosina per diventare inarrestabili ma siamo sulla strada giusta”. E quella fascia da capitano gli fa onore. Avevano detto che spettava a Lavezzi, poi ad Hamsik, ora a Cavani ma i compagni vogliono Fabio, che non ha alcuna intenzione di passare il testimone. E’ un orgoglio per la squadra e per gli abitanti di questa città. E allora eccolo fare il capo-popolo e a prendere per mano la rivolta anti-razzismo: «Mi domando: ma come fanno i napoletani a tifare Juve, visto che ci trattano così? Come fanno tanti napoletano ad andare a Torino e intonare cori sul Vesuvio?».

Fonte: Il Mattino