shinystat spazio napoli calcio news Processo d'Appello al Napoli: via la penalizzazione al Napoli!!!! Assolti Cannavaro e Grava

Processo d’Appello al Napoli: via la penalizzazione al Napoli!!!! Assolti Cannavaro e Grava


DeLaLa diretta

Il capitano, Paolo Cannavaro, insieme a Gianluca Grava, sono stati completamente assolti. Squalifica per Gianello ridotta a 21 mesi e ammenda per la società azzurra ridotta da 70mila a 50mila euro.

La Corte di Giustizia Federale ha deciso: via la penalizzazione e solo un’ammenda per il Napoli.
Trionfo della strategia del club azzurro che fin dal primo istante aveva puntato sulla iniquità del provvedimento.

ore 18.40 Sembra che manchino davvero pochi minuti alla lettura della sentenza sull’appello presentato dal Napoli

ore 13 Si è conclusa l’ udienza. La corte presieduta da Gerardo Mastrandrea si ritira in camera di consiglio. La sentenza è attesa in serata o, al massimo, nella mattinata di domani.

ore 11 52, parla Stefano Palazzi, il capo della Pocura federale. “Questo è un procedimento che si fonda sulle dichiarazione accusatorie di Gianello. C’è un riscontro giuridico per quello che dice: il primo quello che dice al poliziotto, fonte qualificata. Gianello quando si confida con il suo amico, non immaginava di riferirlo al poliziotto. Le accuse sono confermate sia dinnanzi alla procura della Repubblica che dinnanzi a noi. Gianello davanti ai pm si trova in imbarazzo ma il suo è un percorso genuino quando fa le sue ammissioni.
Già in primo grado, non si capisce il motivo per cui tirare in ballo i suoi compagni. Poteva ritrattare, dire che anche quello che aveva riferito all’ispettore era pura millanteria. Invece non lo ha fatto. Perché se sarebbe stata una via d’uscita semplice? C’era un rapporto ottimo con la squadra e con il gruppo e non si capisce perché tirarli in ballo.
I rapporti con Giusti sono scolpiti ed evidenziati dalle intercettazioni. C’è il comportamento dei compagni di squadra, che rifiutano con sdegno.
Il riscontro esterno delle dichiarazioni accusatorie deve essere logico e non è necessariamente “un quid minoris”.
Gianello contradditorio? Per me non è così. Respinge prima le accuse poi le ammette. Come è normale così. Poi c’è Quagliarella: quando ha capito che le sue accuse avrebbero avuto delle conseguenze, Gianello le ha subito ridimensionate, messo davanti alle sue responsabilità puntualizza le parole su Quagliarella.

Gianello non fa giri di parole, non è contradditorio, non lascia dubbi. Le denunce per calunnia di Cannavaro e Grava? Strano, erano stati informati delle dichiarazioni di Gianello nel maggio del 2011, conoscevano il contenuto accusatori da molto prima.
Mai tirati in ballo nè Santacroce né De Sanctis.
La natura dell’illecito? E’ un illecito per così dire di pericolo, a consumazione anticipata. Nel momento in cui un calciatore propone a chi giocherà un impegno minore, propone soldi passa nella fase esecutiva dell’illecito, e non c’è più nulla da dubitare.
Il comportamento di Gianello è stato comunque positivo, meritevole di un beneficio in termini di sanzioni. Quanti tesserati, davanti a illeciti consumati, hanno beneficiato di sanzioni meno gravi di quelle di Gianello?

Responsabilità oggettiva. Ci sono tutti i requisiti per applicarla: il tesseramento di Gianello, il tesseramento degli altri due calciatori accusati di omessa denuncia, e il riferimento di quel comportamento a una partita da giocare.
Le richieste: chiedo un prudente apprezzamento della Corte del comportamento di tutti.
Per il Napoli: non mi nascondo dietro un dito, avevo chiesto un punto perché c’era un giocatore ai margini, proposta rifiutata, mancato collegamento a una organizzazione: non si puà applicare una tabella indiscriminatamente, non è cosa giusta.
In Bari-Sampdoria c’è un giocatore condannato per aver tentato di corrompere dei compagni e il club è stato sanzionato di un punto

11,35 La parola a Mattia Grassani il cui intervento è finalizzato a smontare Matteo Gianello, definito come “un Donnie Darko al contrario, un infiltrato che cerca di capire i segreti per dare notizie all’esterno sui risultati”.

11,26. Parla De Laurentiis. “Sono qui personalmente a rappresentare il Napoli perché credo nella giustizia anche se la fiducia è stata messa a dura prova dopo il primo grado. Comprenderete che chi ritiene di essere innocente non è facile sentirsi chiedere un punto di penalizzazione da 1 punto dal procuratore federale in primo grado e poi vedersi penalizzati di due punti da una sentenza azzeccata in ogni parte e anticipata da giornali.
Ci siamo ritrovati da innocente e colpevole condannato. Due punti da scontare in questo campionato e due giocatori fondamentali fuori gioco
Non è accettabile, non è plausibile.
I miei giocatori mi hanno assicurato che nulla è stato posto essere da un soggetto a fine contratto, ormai estraeno alla squadra.
Mister Mazzarri in testa e tutta la squadra hanno già subito un grave danno per una condanna già esecutiva: ci hanno tolto due giocatori fondamenti come Cannavaro e Grava.
Abbiamo accettato la sentenza di primo grado perché diversamente non si poteva fare, ma è ingiusta e offensiva. Percorreremo ogni strada per riavere ciò che ci è stato tolto.
L’accusa è infamante, la nostra è sempre stata una condotta specchiata, in 8 anni e 4 mesi di mia presidenza. 
Siamo lontano anni luci da logiche di accordi sotto banco, non fanno parte del nostro dna, sono distanti anni luce dal nostro modo di fare sport. Questa è la storia del calcio Napoli, di cui vanno orgogliosi milioni di napoletani e non napoletani.
Sono fantasiose contradditorie, ricostruzioni di un corpo estraneo allo spogliatoio.
Una sentenza per una partita giocata quattro stagioni or sono. Tutto questo è ridicolo. 
Mi appello alla certezza del diritto, alla regolarità del campionato che sono principi ineludibili da riconoscere al Napoli e a tutti i soggetti.
La responsabilità oggettiva va mantenuta, ma non nei termini di appiattimento dimostrata fino ad adesso con il Napoli. Non vogliamo riformarla ora, ma valutate gli atti processuali, certi che riuscirete a discendere il vero dal falso.
Abbiamo sempre urlato il nostro no al compromesso con zone d’ombra da quando ho raccolto il club dalle dalle ceneri fumanti di un fallimento che brucia ancora.
C’è bisogno del contributo di tutti: chiediamo obiettività e serietà di giudizio per essere assolti.
Non c’è spazio per vie di mezzo o sentenze salomoniche: siamo estranei a tutto.
Il nostro campionato ce lo giochiamo sul campo e non vogliamo subire danni ingiusti che possano danneggiarlo. Sforzi e investimenti di primo livello non possono essere vanificati col sospetto, con personaggi con me e la mia società 
Nessun asterisco può essere accostato alla classifica. Nessun handicap alla cavalcata dei miei giocatori. Pena la credibilità del sistema. 
Il calcio non deve avere paura di adeguarsi: il Napoli va assolto, come i suoi tesserati. Basta leggere le carte

fonte: Il Mattino.it