"DIETRO LA LAVAGNA", ovvero il podio che tutti vorrebbero evitare: i tre giocatori-delusione del 2012 (seconda parte)

OLYMPUS DIGITAL CAMERAIl 2012 è stata per il Napoli un'annata sicuramente soddisfacente, premiata da una bellissima vittoria in Coppa Italia ed un quinto posto che ha comunque confermato gli azzurri nell'elite del calcio italiano. In estate la discussa finale di SuperCoppa a Pechino ed un inizio di stagione 2012-2013 tra una  Serie A tra luci ed ombre seguita da un'eliminazione fulminea in Tim Cup, ma una qualificazione ai sedicesimi di Europa League, seppur sofferta.

Tanti sono stati i protagonisti in maglia azzurra, molti distintisi per aspetti positivi nell'arco dell'anno solare, altri purtroppo per quelli negativi. Proprio da questi ultimi lo spunto per la formazione di un podio davvero poco ambito, dove assegneremo "virtualmente" le tre medaglie agli azzurri che purtroppo non hanno reso secondo le aspettative, in tre "puntate".

SECONDO POSTO
Eduardo Vargas

Ahinoi, ci troviamo dopo un solo anno a commentare ed a prendere atto di uno dei più grandi buchi nell’acqua dell’era De Laurentiis. Per varie vicissitudini Edi Vargas proprio non è riuscito ad esprimersi secondo quanto si era visto con la maglia dell’Universidad de Chile, con la quale ha vinto, da protagonista, la Copa Sudamericana, una vittoria che gli è valso il titolo, seppur platonico, di vice-Pallone d’Oro sudamericano, alle spalle di Neymar.

Quel Vargas, a Napoli, non è mai sbarcato, al suo posto invece un ragazzino dal viso simpatico e vispo, in campo però molto timido ed incapace di illuminarsi come nella terra natia. Le cause di questo fallimento sono molteplici e vanno, comunque, ricercate e divise tra il giocatore stesso, il mister ed i compagni di squadra.

Il ragazzo ha faticato tantissimo per inserirsi nei meccanismi tattici di Mazzarri, missione che a quanto sembra, sia fallita definitivamente dopo l’ultima, deludente, fatica di Europa League, partita che ha poi suggellato la rottura definitiva tra il ragazzo ed il Napoli. A sua parziale scusante, c’è la sfortuna nel dover giocare in una squadra il cui centravanti si chiama Edinson Cavani, calciatore che lascia davvero poco spazio agli altri, tanta è la sua brama di giocare e segnare.

L’allenatore, nel primo semestre dell’anno, probabilmente ha gestito in maniera discutibile il ragazzo, inserendolo in campo solo in circostanze particolari, o a risultato acquisito a favore degli azzurri, o in circostanze disperate, quando c’era da attaccare a testa basta ed in modo confusionario. Una gestione che ha lasciato strascichi anche nella stagione in corso quando il cileno, sebbene chiamato in causa più spesso, non ha dato troppe notizie di sé, se non nell’unico raggio di sole rappresentato dalla tripletta rifilato al modesto AIK Solna, episodio che lasciava ben sperare per il futuro, ma che purtroppo è rimasto fine a se stesso.

I compagni di squadra, infine, non hanno aiutato granchè il ragazzo nei primi mesi, soprattutto parlando di un contesto puramente calcistico. A veder giocare Vargas nei primi mesi, era come vedere un avversario travestito da giocatore del Napoli; sembrava, in certi frangenti, venisse ignorato di proposito, rendendolo totalmente avulso dal contesto, dagli schemi e dal gioco. Le cose sono sicuramente migliorate dopo l’estate, ma non abbastanza da rendere Vargas parte integrante del gruppo e del progetto.

L’avventura del ragazzo sembra essere agli sgoccioli; si vocifera infatti di un forte interessamento del Gremio. Se così fosse, le strade di Vargas e del Napoli si dividerebbero definitivamente, ed in tal caso non si può fare altro cha augurare al ragazzo un “in bocca al lupo” per la sua carriera, ed il raggiungimento di una maturità calcistica completa, sicuri di parlare di un giocatore talentuoso, ma purtroppo non alle falde del Vesuvio.

ANTONIO SALVATI
Riproduzione Riservata

TERZO POSTO: Federico Fernandez

 

 

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