Aronica torna a casa, addio al Napoli ed a Mazzarri

Aronica torna a casa, addio al Napoli ed a Mazzarri

Salvatore AronicaSalvatore Aronica ha salutato tutti a Castelvolturno: compagni, mister e staff tecnico. Con l'intero gruppo lavorativo, in questi 4 anni abbondanti di Napoli, il giocatore nativo di Palermo, ha avuto un ottimo rapporto. Negli spogliatoi era uno dei senatori, uno di quelli che quando alzava la voce veniva rispettato da chiunque. Dal primo gennaio non sarà più un calciatore del Napoli. Tornerà a casa. Rientrerà in quella Palermo che ha sempre sfiorato da professionista ma non ha mai realmente toccato.

La carriera azzurra - Aronica è arrivato a Napoli il 1 settembre 2008, dalla Reggina, per circa 2,7 milioni. La sua esplosione e la sua titolarità all'ombra del Vesuvio avvengono in concomitanza con l'arrivo di Walter Mazzarri in azzurro. L'allenatore di San Vincenzo ed il Lucchetto palermitano si conoscevano fin dai tempi della storica salvezza di Reggio Calabria, quella conquistata nonostante la pesante penalizzazione di 11 punti. Sasà, da quel momento, gioca sempre, mettendo a disposizione della squadra la sua consueta grinta e solidità. Doti che molto spesso sono riuscite a sopperire alla mancanza di una tecnica sopraffina. Lo scorso anno, con l'arrivo di Britos al Napoli in molti hanno pensato ad un ridimensionamento del giocatore nella rosa azzurra ma, complice l'infortunio al Trofeo Gamper dell'ex Bologna, Aronica ha disputato un'altra stagione da titolarissimo ed ha potuto coronare la sua carriera partenopea con l'esordio in Champions League, a Manchester contro il City, e con la possibilità di alzare al cielo il primo trofeo dell'era De Laurentiis, la Coppa Italia.

Un rapporto controverso, con i tifosi - Gli aficionados partenopei si augurano sempre il meglio per il Napoli. Obiettivamente, Aronica non lo era. E questo è sempre stato un limite per il tifoso azzurro nel giudicare le prestazioni del giocatore nato calcisticamente nella Juventus. Il numero 6 azzurro ha sempre alternato momenti positivi a sciagurate prestazioni, con episodi thriller. Basti pensare all'autogol contro la Lazio nel pirotecnico 4-3 di tre stagioni fa. Allo sfortunato passaggio a David Silva nella gara di Champions, al San Paolo, contro il City, che favorì la rete di Balotelli. Fino ad arrivare all'errato retropassaggio che, senza mezzi termini, ha decretato la sua cessione al Palermo: quello a Sansone nella gara con il Torino, finita 1-1 al 90'. Napoli vive di episodi, è una piazza passionale e, come è nell'animo umano, ricorda più gli errori che le buone partite. Ma il tifo azzurro non è solo questo. Il cuore azzurro è anche riconoscente. Scherzosamente dirà di essere sollevato dalla cessione di Aronica, o magari lo dirà sul serio, ma non dimenticherà che l'ex Reggina è stato uno dei protagonisti di queste annate straordinarie del Napoli. Non dimenticherà le 143 presenze in azzurro. Non dimenticherà le liti con Ibrahimovic e soprattutto il faccia a faccia con Quagliarella in finale di Coppa Italia, le parole rivolte a colui che riteneva la Juventus uno step più avanti. E allora lo ricordiamo così, in uno dei momenti più felici e belli della sua storia con Napoli ed i Napoletani:


Fonte video: napolifans.it

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