La salvezza si chiama "sosta"

La salvezza si chiama

abbraccioQuattro sconfitte consecutive per il Napoli tra Campionato, Europa League e Coppa Italia. Bottino secco ed inguardabile per gli azzurri. Probabilmente il momento più critico della gestione Mazzarri, non solo per i risultati, ma soprattutto per il clima che si respira. Le ultime due partite con il Bologna hanno hanno tracciato il profilo di una squadra turbata, stanca, più mentalmente che fisicamente. Sfortunata, è vero, ma per lo più imprecisa e fragile. In questo frangente così delicato la sosta natalizia cade a pennello, può essere la salvezza del Napoli. Potrebbe sembrare un ragionamento vile, quasi come se si volesse scappare da questa situazione di crisi, ma non è così. Una pausa, una sorta di ritiro in se stessi potrebbe, a mio avviso, giovare agli uomini di Mazzarri. Servirà per riflettere, riordinare le idee, ricompattarsi. Tutto questo per reagire e tornare forti come prima, forse anche di più.

Pesa in questa situazione, anche la sentenza della Commissione Disciplinare. Certo non deve essere un alibi, ma balzare all'improvviso dal secondo posto, e con il titolo, appioppato da quasi tutti i media, di anti Juve, al quinto posto non è facile da digerire. Ma bisogna farlo, e subito. Non c'è più tempo, il campionato va avanti, c'è subito il Siena e soprattutto il big match post-natalizio contro la Roma di Zeman, che aprirà il 2013 azzurro. Non è concesso più sbagliare. Durante la pausa, Mazzarri dovrà resettare la mente dei giocatori, far ritornare le convinzioni di prima, la fiducia, estrapolare nuovamente il massimo dai suoi uomini.

Ma sarà anche un'occasione per intervenire sul mercato, con acquisti mirati. Quello di gennaio è un mercato di "riparazione", e qui va chiaramente riparata qualcosa... Innanzitutto va fatta chiarezza. Gli elementi che non hanno dimostrato di essere all'altezza del progetto, chi per un motivo, chi per un altro, devono trovare spazio altrove. Donadel, Rosati e Vargas hanno bisogno di giocare per appurare il loro effettivo valore. Servono giocatori pronti, soprattutto se si vuole competere anche in Europa. La fase ad eliminazione diretta non può essere affrontata alla stessa maniera del girone preliminare.

Ed ecco allora che serve un centrocampista, per completare il pacchetto con gli altri tre svizzeri.

Un attaccante. Preferibilmente con caratteristiche da prima punta. Un giocatore che veda la porta. Che sia una valida alternativa ai titolari. Tanti nomi nel fantamercato, pochi quelli che convincono.

Un secondo portiere che dia affidabilità. Sembra solo un ricordo il Rosati dell'esperienza leccese. Questo discorso potrebbe essere rimandato però a giugno, prendendo un portiere giovane che raccolga l'eredità di De Sanctis, non più un ragazzino. Un nome su tutti? Perin del Pescara, di proprietà del Genoa. Classe '92, già con grande personalità. Ha un futuro assicurato.

Ed infine il discorso più delicato. Un difensore che sostituisca Cannavaro, un leader degli azzurri. L'assenza per squalifica del capitano , toglie personalità e qualità al reparto arretrato. Fernandez in quest'anno e mezzo non ha convinto pienamente. Bravo sulle palle alte, meno in velocità e soprattutto poco abile nel guidare con carattere l'intero reparto.

Dopo la sosta subito un Napoli più forte. Più cattivo. Ancora più di prima...

ANDREA GAGLIOTTI

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