De Laurentiis lascia il San Paolo scuro in volto. Oltre a non divertire la squadra non vince

De Laurentiis lascia il San Paolo scuro in volto. Oltre a non divertire la squadra non vince

De_Laurentiis_D0B77545-e1348297700609Ha lasciato il San Paolo in silenzio, scuro in volto. Non è stato un bel fine settimana, per Aurelio De Laurentiis. E l’inizio di questa si annuncia anche peggiore. Perché dopo la sconfitta di ieri sul campo e quella annunciata per oggi fuori dal campo, in un’aula di giustizia sportiva, il Napoli rischia uno smottamento in classifica: cinque punti in meno rispetto al previsto, non un modo felice per scambiarsi oggi a pranzo gli auguri di Natale.

La stagione improvvisamente diventata grigio fumo di Londra. Nessuno poteva immaginare qualcosa del genere un mese fa. Il Napoli lanciato, pronto a giocarsi le sue carte alla pari con la Juve. Ora i punti di distacco sulla capolista sono otto e potrebbero diventare addirittura dieci. No, il presidente non poteva avere certo un umore positivo mentre lasciava il San Paolo con i tifosi che evocavano il suo nome. Perché il calcio è questo e quando le cose non vanno bene le colpe sono o del tecnico o della società. Soprattutto della società se poi si è alla vigilia della riapertura del mercato e la squadra che sembrava costruita per grandi obiettivi, all’improvviso si scopre fragile e incompiuta.

PROBLEMI - Il Napoli di ieri non ha soddisfatto i palati più raffinati. Ma non ha soddisfatto nemmeno quelli meno raffinati che semmai si sarebbero accontentati di una vittoria alla fine di un secondo tempo accettabile dopo un primo tempo inaccettabile. Due sconfitte consecutive, il primo scivolone di questo campionato in casa proprio nel momento in cui bisognava riprendere la marcia, proprio nel momento in cui l’ambiente è psicologicamente più provato con la squalifica di Paolo Cannavaro e Grava in arrivo, la penalizzazione in classifica. Perché se la Disciplinare dovesse confermare le generali anticipazioni, la situazione del Napoli subirebbe un vero tracollo. Davanti si ritroverebbe la bellezza di quattro squadre. E contemporaneamente avvertirebbe il fiato sul collo della Roma e, persino, del Milan. In poche settimane, insomma, disperso il piccolo patrimonio costruito soprattutto nelle prime settimane del campionato, soprattutto nelle giornate che hanno preceduto la sfida con la Juventus. Perché è da quel momento che qualcosa è cambiato, che il meccanismo si è inceppato.

NERVOSISMO - E’ il momento più difficile per la squadra, per il club. De Laurentiis dovrà traghettare il Napoli oltre queste colonne d’Ercole, con fermezza e saldezza di nervi, perché non tutto è perduto: a volte da simili situazioni si può rinascere. E’ evidente che ieri la squadra ha pagato anche quel che le sta avvenendo attorno. Paolo Cannavaro è apparso più che distratto, preoccupato, con la testa inevitabilmente rivolta verso altri problemi. Gli si può dar torto? Un disagio psicologico latente che è diventato evidente quando Cavani e Inler hanno platealmente battibeccato in campo. Sognava un’altra domenica Cavani. Ha segnato il quarantesimo gol dell’anno solare, il ventesimo da agosto ad oggi. Ha sprecato anche. E alla fine si è ritrovato con la Lazio accanto in classifica. Comprensibile l’umore nero di De Laurentiis. E’ il tempo giusto per stringere i denti.

Fonte: Corriere dello Sport

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