Napoli verso il -2. Lunedì la sentenza.

Napoli verso il -2. Lunedì la sentenza.

Due punti che sembrano un macigno, che a Napoli e al Napoli pesano ma non spezzano.  Ancora tre giorni per cercare di metabolizzare quello che sembra essere sempre più il verdetto della Commissione Disciplinare, che ratificherà il primo grado del processo al filone partenopeo del calcio-scommesse. Un macigno, ed anche i sei mesi (possibili) per Cannavaro e Grava, invece dei nove proposti dal procuratore capo Palazzi, non strappano sorrisi ma rabbia dalle parti di Castel Volturno. Da qui ad allora, la partita di domenica notte contro il Bologna, il San Paolo che si prepara ad asciugare le lacrime. Se passa la “linea tariffario” (pene commisurate al Codice e alle recenti sentenze) sarà l’ultima di Cannavaro e Grava, le pene sono immediatamente esecutive dal momento della pubblicazione, arrivederci a presto, si augurano sotto il Vesuvio, ma potrebbe essere anche diverso.

DUE PUNTI. Il Napoli che cerca la scalata alla vetta della classifica, che battaglia con Juve e Inter per lo scudetto, dovrà rivedere i conti. Almeno adesso, in attesa che l’iter giudiziario segua il suo corso. Appello, scontato, alla Corte federale e poi al Tnas, dove tutti si sono rivolti ed in tanti hanno trovato soddisfazione. La corsa 2012-2013 si farà anche nelle aule dei tribunali sportivi. La linea tracciata dalla Disciplinare diversa da quella di Palazzi. Due punti contro uno, ecco la differenza fra lunedì scorso e oggi. A lunedì potrebbe essere un conto da fare e rifare, per cercare di far quadrare i conti. Due punti contro uno, ma anche sei mesi (contro i nove delle richieste della Procura) che potrebbero strappare un sorriso e invece non lo fanno, perché Cannavaro il capitano è uno dei tasselli che servono per il sogno, perchè Grava è il progetto che s’incarna, dalla C all’Europa.
 
REVISIONE. Sentenze con sorpresa il piatto forte di lunedì, ecco l’impressione prima ancora che il presidente Artico abbia rivisto e armonizzato le motivazioni che gli stanno arrivano e che gli arriveranno. I suoi uomini della Disciplinare, per pochi spicci, hanno chiuso il lavoro “matto e disperatissimo”, come sono abituati a fare ormai da tempo, ormai da due anni sulle scommesse. Sorprese, ecco l’indizio: stravolgere le richieste formulate dal Procuratore. Come se non bastasse già il fascicolo relativo al Napoli. Prendete Portogruaro-Crotone, ad esempio. S’immagina e si calcola: i calabresi potrebbero cavarsela senza macchia, se l’interpretazione dell’articolo 4 comma 5 ha ancora un valore. Vantaggi non ce ne sono e la società, pure nel caso, quell’illecito l’avrebbe ignorato, visto che il legale rappresentante della società (Ursino) è stato interrogato ma non deferito. E potrebbe farsi meno pensate anche la posizione di Agostinelli, il tecnico del Portogruaro (che invece, come società, potrebbe alla fine pagare il patteggiamento di Furlan). Se non c’è traccia dell’altro allenatore (Menichini), con chi avrebbe fatto l’azione illecita? Potrebbe spuntarla con un’omessa denuncia o con una squalifica a tempo, sulla base del precedente Santoruvo (6 turni per “illecito da campo”).
 
Fonte: Corriere dello Sport

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