Pandev medita la vendetta, nel freddo del suo San Siro nerazzurro

Pandev medita la vendetta, nel freddo del suo San Siro nerazzurro

E' rientrato per una mezz'oretta nel match di Europa League contro il PSV mostrandosi in buone condizioni fisiche, stiamo parlando di Goran Pandev. L'attaccante macedone è stato uno dei protagonisti dell'avvio di campionato degli azzurri ma il numero 19 è apparso in netto calo, sia dal punto di vista fisico che mentale, prima di infortunarsi al Ferraris contro il Genoa. Una botta alla caviglia che l'ha tenuto lontano dai campi per quasi un mese ma che non gli negherà la possibilità di giocare al San Siro contro la sua ex squadra: l'Inter.

Da intoccabile di Mou a peso per la società - A 17 anni fece il suo approdo all'Inter ma non gli fu dato tanto credito. Impressionò, qualche anno dopo, ad Ancora per poi esplodere alla Lazio di Delio Rossi. Anni fantastici che, però, culminarono in una diatriba economica con il presidente Lotito che si concluse con il ritorno a Milano, sponda nerazzurra. Il primo anno fu da oscar: quello del triplete con Mourinho. Poi il lento declino nerazzurro in classifica nelle stagioni successive videro il giocatore macedone protagonista in negativo, additato da critica e tifosi come uno dei peggiori del dopo-Mou e quindi scaricato alla prima occasione. Quest'ultima ha un nome: Napoli, prima in prestito e poi a titolo definitivo. Una scelta voluta dall'Inter ma anche da Pandev che appena può, non si lascia pregare e si toglie qualche sassolino dalla scarpa: "L’aria di Milano non mi piaceva. Volevo cambiare. Quando ho sentito della chiamata azzurra mi sono precipitato. A Napoli i tifosi vivono per la squadra. A Milano non è così".

La seconda alla Scala con l'azzurro - Edinson Cavani non ci fu lo scorso anno nella vittoriosa trasferta di Milano (0-3) contro l'Inter. Al suo posto ci fu proprio Goran Pandev, artefice di una buona prestazione e sostituito al sesto della ripresa da Giuseppe Mascara. La tifoseria nerazzurra non l'accolse bene, tanti fischi. Non il massimo per un giocatore che con quella maglia ha alzato 5 trofei in un anno. Il risultato finale, figlio di numerose polemiche arbitrali, diede ragione al ragazzo ripudiato dal Biscione e regalò tanto entusiasmo alla banda di Walter Mazzarri. Un impulso che ebbe seguito nelle sfide di Champions League lasciando poche energie mentali e fisiche al campionato. Una Serie A che, quest'anno, è il principale pensiero della società di Aurelio De Laurentiis e che, questa volta, a Milano ci arriva già carica di serotonina e vogliosa di strappare il ticket con scritto "sei tu l'anti-Juve". Nella sfida di domani sera, l'ex dal dente avvelenato dovrebbe partire dalla panchina. Come già detto, è appena rientrato e non è al top della condizione fisica. In pole per il ruolo di spalla del Matador c'è Lorenzo Insigne ma è innegabile che la voglia di rivalsa di Pandevmonio può risultare una marcia in più a gara in corso ed essere un'arma letale con cui far male l'Inter.

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